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NICK: Zampy
SESSO: m
ETA': 25
CITTA': Padova
COSA COMBINO: Specializzando Ingegneria Elettronica
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STO LEGGENDO
"Ciao mamma lo sai che oggi ho imparato a scrivere?" "Ma bravo, e che cosa hai scritto" "Non lo so, devo ancora imparare a leggere!!!"


HO VISTO
* Lost 4^serie
* 24 6^serie
* Scrubs 7^serie
* The Dead Zone 6^serie
* The 4400 4^seri3
* Jericho 4^serie

Sto guardando:
* Weeds 4^serie
* Dr.House MD 5^serie
* Prison Break 4^serie
* My name is Earl 4^serie
* Grey’s Anatomy 4^serie


STO ASCOLTANDO
Incognito
Baglioni
Sting & The Police
Queen

Yanni
Extreme
Toto
Dream Theater
Jamiroquai


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
Pigiama autunnale


ORA VORREI TANTO...
Un po’ di chiarezza, per Dio!


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
- Analisi Reale e Complessa (molto poco)
- Analisi dei Sistemi (poco)
- Antenne (abbastanza)
- Elaborazione numerica dei segnali (parecchio)


OGGI IL MIO UMORE E'...
Sono uno spazio vettoriale con norma a infinito => HO LE PALLE QUADRATE


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
1)
2)
3)
4)
5)

 


MERAVIGLIE

1)
2)
3)








Ringrazio _Mk_ per questa splendida faccina


Chiama il numero A PAGAMENTO 848782782 e fatti dire i punti-patente hai

Crop Cirlces Queen tribute band
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Sottosequestro 360 dance cover band
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I miei antenati
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La foto del mio Fender Jazz Americano
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Un bel giochino
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Un sito interessante sulle tecniche di riprese audio
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(per leggere i precedenti naviga attraverso il calendarietto qui a destra:
i giorni linkati sono quelli che contengono interventi )


venerdì 24 ottobre 2008
ore 22:05
(categoria: "Vita Quotidiana")


A chi mi rimprovera perchè non aggiorno mai il blog...
Questa sera va così. Non è rabbia. E’ proprio... boh.

Quante volte (Claudio Baglioni)

Me ne vado nella notte logorando strade
han lavato il cielo ed ora è ad asciugar sui muri
come quando i miei si vomitavano parole
ed allora mi mandavano a giocare fuori...

Tu non ci sei
tu non sei più con me...

Il mio amico sta dicendo che mi vuole bene
ha bevuto troppo e non ricorda più il mio nome
le finestre occhi spenti stanno già sognando
mulinelli di cartacce e le panchine vuote...

Non avrei voluto essere il primo della classe
non avrei voluto mai portare i primi occhiali
ho paura di specchiarmi dentro una vetrina
e scoprirmi a ridere di me e dei miei pensieri...

Sotto il tacco delle scarpe mezzo consumato
un giornale spiegazzato pieno di pedate
grande prima eccezionale per il film dell’anno
avventura sesso e una valanga di risate...

Quante volte ti ho pensato
sulla sedia di cucina
quante volte ti ho incontrato
nelle cicche che spegnevo
quante volte ti ho aspettato
quante volte ti ho inseguito
quante volte ho chiesto te...

E come gridavo sul cavallo del barbiere
il mio amico si è fermato e sta scalciando un sasso
lui non ha una donna perché ha l’alito cattivo
soffre un po’ di tenerezza e parla con se stesso...

Guardo le mie dita gialle sono tanto stanco
di sputare i mozziconi di tutta una vita
giro salto e ballo come un orso ammaestrato
come vorrei fare a pezzi quella luna idiota...

Quante volte ti ho pregato
mentre mi graffiavi il cuore
quante volte ti ho guardato
mentre mi cavavi gli occhi
quante volte ti ho cercato
quante volte ti ho trovato
quante volte ho perso te...


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martedì 15 luglio 2008
ore 09:04
(categoria: "Vita Quotidiana")





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lunedì 14 luglio 2008
ore 12:06
(categoria: "Vita Quotidiana")


Le ragazze
Le ragazze si lanciano ad occhi
chiusi nelle avventure
qualche volta confondono
la bugia e la verita’
seguono l’istinto
e l’istinto le aiutera’
sono treni in corsa
che nessuno fermera’

le ragazze decidono il destino
dei loro amori
i ragazzi s’illudono
ma non contano un gran che...
quando ti sorridono
e’ probabile che sia un si
ma quando si allontanano e’ no!
e tu...

ci devi stare inutile sperare
di recuperare se hanno detto no
meglio sparire non telefonare
per sentirsi dire un’altra volta no
come se non t’importasse piu’
senza farti mai vedere giu’
si puo’ amare da morire
ma morire d’amore no!

le ragazze che ispirano
tutti i testi delle canzoni
sono sempre al centro
dei discorsi di tutti noi
che non conosciamo
nemmeno la meta’
di tutti quel che pensano
e dei segreti che ognuna ha

le ragazze volteggiano
sulle ali degli aquiloni
e noi innamorati
che le seguiamo da quaggiu’
guarda come planano...
qualcuna scendera’
ma quando si allontanano e’ no!
e tu...

ci devi stare inutile sperare
di recuperare se hanno detto no
meglio sparire non telefonare
per sentirsi dire un’altra volta no
come se non t’importasse piu’
senza farti mai vedere giu’
si puo’ amare da morire
ma morire d’amore no!

le ragazze che sfidano
le opinioni della gente
hanno gli occhi limpidi
di chi dice la verita’
senza compromessi
ne’ mezze misure
sono piu’ sincere
le ragazze della nostra eta


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mercoledì 14 novembre 2007
ore 00:44
(categoria: "Vita Quotidiana")


MITICA GENERAZIONE

Gentilmente concessa da LoisLane


Lo scopo di questa missiva é quello di rendere
giustizia a una generazione, quella di noi nati agli inizi
degli anni ’80 (anno più, anno meno), quelli che vedono la casa
acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte
tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni.

Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo
sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia ’90. Per non aver vissuto direttamente il ’68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.

Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo,
però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice.

Siamo l’ultima generazione che ha imparato a giocare con le
biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.

Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è
stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni.

Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non
Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a
fare la Maturità e i pionieri del 3+2.

Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D’Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.

Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico.
Abbiamo imparato che cos’è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l’hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall’Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.

Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima
di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e
credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero.

Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in. Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell’Arca Perduta.

Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Volutrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l’Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l’ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno
insieme.

La generazione che non ricorda l’Italia Mondiale ’82, e che
ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l’Italia
di quest’anno è la favorita.

L’ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il
portapacchi della macchina all’inverosimile per andare in vacanza 15 giorni.

Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi:
viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e
senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di
sindrome da classe turista. No avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in
bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le
altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze
era bestiale.

Non c’erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di
libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente
aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!

Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine.
Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai
infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le
nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l’aceto.

Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet,
però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l’acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo

Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.

Tu sei uno di nostri?
Congratulazioni!

Invia questo a tutti coloro che hanno avuto la
fortuna di crescere come bambini.


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sabato 29 settembre 2007
ore 13:22
(categoria: "Università / Scuola")


Dott. Zampy


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domenica 15 luglio 2007
ore 12:55
(categoria: "Vita Quotidiana")


Happy Birthday
Zampy is 25

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venerdì 16 febbraio 2007
ore 20:19
(categoria: "Vita Quotidiana")


FATAL ERROR


Lo so, non è aggiornata ai nuovi sistemi operativi ma...


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domenica 14 gennaio 2007
ore 11:35
(categoria: "Vita Quotidiana")


shit happens
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giovedì 14 dicembre 2006
ore 23:09
(categoria: "Vita Quotidiana")


Quelli che l’elettronica...
Mr Farad e miss Amp: una storia d’amore

Una notte, sentendosi molto caricato, mister Farad decise di invitare miss Amp - un’amica del gruppo elettrogeno con cui era spesso in contatto - a fare un giro sul suo ciclotrone.
Attratto dalla curva caratteristica di miss Amp, mr Farad passò subito a uno stato di eccitazione: la condusse nei pressi di un flusso di corrente che scorreva in mezzo a un campo magnetico, e, tutto galvanizzato, le disse: "Qui saremo isolati e non ci saranno interferenze."
"Ah! Sei un invertitore!" gridò miss Amp scandalizzata.
"Mi hai calamitato. Ogni volta che ti vedo ho degli implusi di tensione: sento che tra noi c’è un flusso di corrente continua," le disse mr. Farad per diminuire la sua suscettanza.
"Ma tu mi comunichi una carica negativa!" protestò miss Amp, che voleva temporizzare.
"Andiamo... non opporre riluttanza", disse mr.Farad.
"E allora mostrami il tuo potenziale!," ribattè miss Amp.
A quel punto mr. Farad non ebbe bisogno di raddrizzatori: dopo averla presa e messa a terra, abbassò la sua resistenza, e si inserì in parallelo.
"Hai il megaciclo?" le chiese.
"Non temere: uso la spira," disse lei.
La frequenza delle vibrazioni aumentò. Miss Amp ebbe degli effluvi. L’intesità raggiunse il massimo. Non ci furono ritardi di fase.
"Ohm... ohm" gemette miss Amp andando in corto circuito.
Mr Farad ebbe una disrupzione e miss Amp fu satura.
L’eccesso di calore li aveva scaricati, e vi fu una caduta di tensione.
"Siamo una termocoppia perfetta," disse mr Farad.
Continuarono a scambiarsi i flussi per tutta la notte, provando differenti connessioni.
Miss Amp si applicò anche un oscillatore sul solenoide: "Lo uso spesso quando pratico l’autoinduzione," spiegò.
Continuarono finché la barra magnetica di mr Farad non perse la sua forza elettromotrice.
"La prossima volta faremo un triodo," disse miss Amp, che era tarata.


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giovedì 9 novembre 2006
ore 22:27
(categoria: "Vita Quotidiana")



...ma perchè mettere un titolo a una serata qualunque?
Il titolo sarebbe "una serata qualunque" ma allora perchè renderlo così evidente con un titolo? Mica tutte le cose qualunque hanno un titolo, no? Non mi piace mettere il titolo ai post nel mio blog. Non mi piace scrivere il blog, tanto chi lo legge magari non mi conosce neanche, mgari nel blog vengo frainteso. ecco perchè parlo sempre di me.
Non mi piace scrivere nel blog, non tutte le persone che lo leggono si meritano di sapere come la penso... poi so che qualcuno pensa di me qualcosa che non sono, in fondo ogni uomo è la somma delle azioni che compie, e io ne ho compiute alcune non proprio decorose, me ne sono reso conto... Ma l’unica persona con cui ho dovuto fare i conti sono io... chissà come si sarà sentita dopo avermi sputtanato... Io sono stato male, ma sono contento che sia successo, da quel giorno ho capito diverse cose... Però nella vita non si riesce mai a capire in anticipo di chi fidarsi... questa cosa mi mette in ansia... Semplicemente bisogna comportarsi bene, SEMPRE, hai ragione, e ti chiedo scusa. Ma tanto io e te non parliamo più (per fortuna), perchè ci siamo delusi a vicenda, no? Anzi, tu mi hai deluso, ma forse tu hai sempre pensato quelle cose di me, senza dirmelo! Mah, che importanza ha adesso?
Scrivo tutto questo perchè sono stanco... Stasera sono proprio stanco.
Stasera sono stanco, mi fa male il collo perchè quel conto con i numeri complessi mi ha fatto perdere la testa per più di mezz’ora, sono stanco perchè la notte non dormo e lei questiona "tu mi trascuri", sono stanco perchè più lavoro, più studio, più mi sento indietro, sono stanco perchè da qualche giorno non ho un centesimo nel cellulare, e non posso spedire sms ai miei amici... sono stanco perchè non ho tempo libero.
Però sono dannatamente contento di quello che faccio, mi piace!
Questa vita me la sono scelto io, avrei una bella faccia tosta a lamentarmi... so che ci sarebbe di meglio... ma c’è anche di peggio.
E’ un bel periodo? E’ un periodo normale, le cose funzionano... ma quanto durerà? E quando finirà questa fase?
Forse mi laureo a luglio (facendo tutti gli scongiuri del caso (più che altro scrivendo il codice per la tesi)) e poi mi iscriverò al biennio... se ci penso mi fa male il collo ancora di più!
Però almeno non mi fa più male la schiena... forse è come quando hai male alla gamba, e per fartelo passare ti dicono "pensa intensamente che hai male ad un braccio" e così il male alla gamba non ti passa, in compenso ti distrai e magari ti rompi un braccio...
Sto vaneggiando?
Come al solito ascolto gli Stadio, ci sono due canzoni che in particolare mi fanno staccare la penna dal foglio... mi butto sul letto... non è difficile credere che chiudo gli occhi, con il sonno arretrato che ho... e poi lascio che i miei timpani vibrino...

sei tutto quel che ho

Come un prato intero
dentro un fiore
come un piccolo raggio di sole
o lacrime di temporali
sei arrivata tu
sei tutto quel che ho

per le mie paure i miei dolori
sei il disinfettante dei miei mali
ma di quelli che non fan bruciare
mi curi bene sai
ti curo anch’io se vuoi

forse sei soltanto il sogno che vorrei
e allora dormo
e non mi sveglierò mai più
forse questo spazio
è piccolo per te
ma il mio cuore
è da ristrutturare un po’

sei tutto quel che ho

ma che bella questa vita
se mi fai ridere così
sei il mio pianeta
sei tutto quel che
sei tutto quel che ho insieme

è una splendida giornata
se stiamo insieme ancora un po’
sei il mio segreto
sei tutto quel che ho
sei tutto quel che basta a vivere
come un raggio di cuore
come un piccolo sole

se la notte non ci sei
sto male
ma se ascolto il tuo respiro
volo
se ti metti il mio maglione
rido
non ti arrabbiare dai
sei bella più che mai
forse sei soltanto il sogno
che vorrei
e allora dormo
e non mi sveglierò mai più
forse questo posto
è piccolo per noi
ma è l’amore che
ci stringe insieme

se tutto quel che ho

ma che bella questa vita
se mi fai ridere così
sei il mio pianeta
sei tutto quel che ho
sei tutto quel che ho insieme

è una splendida giornata
se stiamo insieme ancora un po’
sei il mio segreto
sei tutto quel che ho
sei tutto quel che basta a vivere

come un raggio di cuore
come un piccolo sole
sei tutto quel che ho


buona sorte

Io non so niente di niente
e poco avrò da spiegarti
perché qui niente è facile
e spesso cambiano le regole
ma cerca amore e amore dai
e se puoi non negarti mai
dovrai rischiare di perdere
per vincere ogni tanto

Io spero solo che tu
che tu abbia una buona sorte
io voglio solo che tu
che tu abbia una buona sorte
io pretendo che tu
che tu viva una buona sorte
non chiedo niente di più
poco o niente di più
anima mia..

Le amicizie verranno
e passeranno col tempo
Ed i dolori nel petto
si agiteranno col vento
Ama il prossimo tuo
e tutto quello che hai dentro
E non svenderlo mai,
non svenderti mai

Spero solo che tu
Che tu abbia una buona sorte
Io voglio solo che tu
Che tu viva una buona sorte
Io pregherò perché tu
Perché tu viva una buona sorte
Non chiedo niente di più
Poco o niente di più
Anima mia..

Io spero solo che tu
Che tu abbia una buona sorte
Io voglio solo che tu
Che tu viva una buona sorte
Mi impegnerò perché tu
Perche tu viva una buona sorte
Non chiedo niente di più,
Sì, poco o niente di più,
anima mia
Non chiedo niente di più
Anima mia.


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