BLOG MENU:


Sparks, 24 anni
spritzino di Sant'Andrea di Barbarana (TV)
CHE FACCIO? Scienze della Comunicazione
Sono sistemato

[ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]


STO LEGGENDO

Oltre alle parole, ti toglie il cibo di bocca:

il mio blog-gemello
IenaFerox!


Zio Vania- A.Cechov
Herzog-S. Bellow
La regina Vittoria-L.Strachey
L’ultimo tabù, storie vere di amori segreti nella Chiesa-M.Corbi/G.Galeazzi
Diario di una scrittrice-V.Woolf
Adorata Creatura-Vita Sackville West


HO VISTO

The L Word
Un documentario sulla macrofilia
Guendalina del GF7 bersi la pipì di Raniero, strillando "MA IO LA VOLEVO ADDOSSO, NON IN BOCCA!"
Weeds
Dirt



STO ASCOLTANDO

HitList 24/03:

1. Sunday morning-K-os
2. Say it right-Nelly Furtado
3. The sweet escape-Gwen Stefani/Akon
4. It’s all true-Tracey Thorn
5. Acceptable in the 80’s-Calvin Harris
6. Thinking about you-Norah Jones
7. Once upon a time-Air
8. Girlfriend- Avril Lavigne
9. Que hiciste-Jennifer Lopez
10. Lil’star-Kelis/Cee-lo
11. Passione-Neffa
12. Starz in their eyes-Just Jack
13. What goes around comes around-Justin Timberlake
14. Tutto da rifare-Velvet
15. Rehab-Amy Winehouse
16. Golden skans-The Klaxons
17. Finally made me happy-Macy Gray
18. Beautiful liar-Beyoncè/Shakira
19. P.D.A.-John Legend
20. Tell me ’bout it-Joss Stone

ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...

Una barca di soldi;
Una palestra in casa con personal trainer;
Le repliche di Beverly Hills, 90210 (ACCONTENTATO!);
Le patatine del Burgher King;
La cablatura di questa sezione staccata di Burkina Faso che è il mio paesello(ACCONTENTATO!);
Amfetamine;
Amici di Maria De Filippi tutto l’anno;
Allinearmi finalmente all’ordinarietà: svegliarmi la mattina, essere cattolico, andare a trans, farmi di cocaina, essere più abbronzato di un negro anche a Dicembre, farmi spinzettare da un’estetista col Parkinson;
Il cardigan di Missoni della Iena;
L’inverno, di nuovo;
Nuove edizioni di Volere o Volare e Operazione Trionfo;
and many more...


STO STUDIANDO...

Il pettegolezzo


OGGI IL MIO UMORE E'...

Oh my gosh!



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

Ogni scintilla un commento, diviso per categorie, con tanto di voto finale.

Sparks vuole un’Italia conservatrice, arcigna e arteriosclerotica

Help the aged, one time they were just like you...
Help the aged ’cos one day you’ll be older too
[Pulp]

CLICCA QUI PER LEGGERE IL MANIFESTO




(questo BLOG è stato visitato 5484 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]





lunedì 26 marzo 2007 - ore 03:52


Spark #48: Paranormale
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sarò chiaro: non sono morto e non scrivo dall’aldilà. Come tutti i grandi mammiferi sono andato in letargo, e come tutti i grandi mammiferi mi risveglio in primavera. E così, al dolce richiamo "Senti/Allora dammi la tua mano/Ti farei scoprire il più bel tempo della primavera/
La primavera dell’amore", io rispondo come Sash! mi ha insegnato: "Io sono pronto!". Nemmeno mia sorella la Iena è morta, anche se in molti lo vorrebbero: è solo incastrata in una dimensione parallela, abbiate pazienza.

Avere un fantasma in soffitta



Ho un fantasma in soffitta. Tutto è cominciato più di una settimana fa. Me ne stavo a letto, col pc sulle gambe, e bevevo un budino alla vaniglia guardando "Splendor". Due parole su "Splendor": il film è di Gregg Araki, ed è una meraviglia visiva anni ’90; la protagonista è Kathleen Robertson, la deliziosa Claire di "Beverly Hills"; l’ho trovato solo in lingua originale senza sottotitoli, e ce la si fa. Senza sottotitoli vuol dire che uno come me, che non ha certo il diploma del Trinity College, deve farsi sanguinare le orecchie per capire la metà di quanto viene detto: concentrazione altissima e il silenzio della notte a sostenermi. Ad un certo punto, dal mio soffitto, correva un suono strascicato e lamentoso. Durava qualche secondo, giusto il tempo di non capire di cosa si trattasse. Poi un botto, come se fosse caduto qualcosa. Io non vivo in un condominio, sopra la mia stanza c’è il tetto, sopra il tetto il cielo e sopra il cielo la marmaglia sbrodolosa che legge Moccia, Andando oltre ogni logica interpretativa e semantica, mi dicevo che era il vento. Pensavo insomma fosse un ramo o qualche tegola spostata. Ma ancora il suono, ripetuto, continuo. Sembrava che qualcuno spostasse un’enorme sedia in legno e qualche volta la lasciasse cadere.
Da quella notte, ogni notte, questi suoni si ripetono, generalmente dopo le tre di notte. Adesso, posso aprire la botola sul soffitto dell’anticamera, guardare nell’intercapedine con una bella pila e farla finita. Ma ho paura. Anni di horror anni ’80 mi hanno insegnato che il curiosone pragmatico fa sempre una brutta fine.
Quando ero bambino aprire quella botola era una mia ossessione ma i miei genitori erano categorici nel vietarlo. Ci avevo provato una volta. Ho preso una scala e ho appoggiato la mano sulla botola. Mi ha fermato mia nonna con uno strattone furioso. Poi sono cresciuto e la
curiosità, sempre vivida e incalzante, è stata sepolta da altri interessi e misteri. Adesso è tornata, come un calamaro gigante riaffora dagli abissi bui e gelidi.
Cosa ci sarà oltre quella botola? Io ho delle ipotesi. Il gemello siamese cattivo nutrito con teste di pesce mi diverte, ma non sono un Simpson; Patrick Swayze che lavora l’argilla mi commuove, ma non sento la base di Unchained Melody; Casper m’inquieta, perchè somiglia terribilmente a Domenico, il mio compagno delle medie che aveva sempre il naso moccoloso, che schifo; i fantasmini colorati di Pacman li odierei, quel gioco, maledetto!, mi ha sempre fatto venire il nervoso. E se fosse uno di quei fantasmi cattivissimi e incazzosi che piacciono tanto ai giapponesi?
Avere un fantasma in soffitta è insomma un’esperienza forte, attraente e pericolosa. Fa riemergere ricordi dell’infanzia, le paure ataviche. Ti sbatte sul muso che la tua casa è costruita con i mattoni di quella che prima della guerra era una chiesa e che è edificata su quello che prima della guerra era il cimitero del paese. E’ il massimo della distinzione trascendentale. Ti fa sentire dentro una storia. Tiene pure compagnia. Insomma io lo lascerei lì dov’è. Ho dei parenti, vivi, che sono molto più fastidiosi di quell’ospite in soffitta.

Voto: 3 scintille su 5

LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK



venerdì 20 ottobre 2006 - ore 21:50


Spark #47: Televisione
(categoria: " Vita Quotidiana ")


La RAI ovvero due giorni sul due, con bestemmia finale.



Non finirò mai di scandalizzarmi. Mercoledì sera Ceccherini bestemmia e viene eliminato dall’Isola; le regole sono chiare: dai della maiala alla Madonna e sei fuori. Se invece tiri un piatto in faccia ad una signora come Domiziana Giordano è solo "un’intemperanza". Mercoledì notte riflettevo su quanto sia ipocrita questa logica: in televisione è permesso essere volgare, triviale, sguaiato, maleducato e ingiurioso con tutti ma non con le divinità. Come se la Madonna passasse i mercoledì sera guardando l’Isola dei Famosi mandando sms per eliminare Alessandra Pierelli. Mi dicono: il sentimento religioso. Rispondo: e gli insulti che si vomitano in faccia perennemente i concorrenti non disturbano il sentimento religioso? In quanto cristiani, non è disturbante vedere la conduttrice del programma minacciare di violenza fisica un’anziana? Se la priorità di chi fa la televisione è rispettare il sentimento religioso del pubblico allora è il caso di rivedere tante cose. Su Sky, c’è un canale che si chiama TelePadrePio che trasmette 24/7 le immagini della tomba del frate, rigorosamente in diretta; è un ottimo format, mettici il televoto per decidere quali fiori piazzare sul sarcofago e hai un reality show che rispetta il sentimento religioso. Ma lo spettacolo è altra cosa. Personalmente trovo disturbante che quest’anno all’Isola ci siano degli opinionisti scadenti, ma che ci posso fare io? Il problema è che la religione per diventarmi nazionalpopolare mi diventa etica e il nazionalpopolare per diventare etico mi diventa religioso. Passo ad altro. Mi sveglio giovedì e guardo l’Italia sul 2. Monica Leofreddi, conduttrice stimata, parla del discorso del papa a Verona con occhio commosso e tono partecipe. Gli ospiti, lo stesso. In una rarefatta atmosfera mistica, il discorso del papa viene elogiato oltre ogni dire; la capacità critica è vaporizzata da espressioni come "temi forti", "valori universali", "dritti al cuore", "parla a tutti i cittadini del mondo", "mi ha toccata nel profondo", "messaggio d’amore". Ecco, quando ho sentito la parola "Amore", io mi sono scandalizzato. Io mi scandalizzo quando delle persone, pagate da TUTTI i cittadini, restano ammirate nel sentire quello che esce dalla bocca di uomo che vieta, condanna e giudica nel bel mezzo di un’adunata degna del più becero nazional-fascismo(andata in onda in diretta sulla prima rete), e che arriva a definire l’amore omosessuale "debole" e "deviato". Sicuramente io non figuro tra i destinatari di quel messaggio d’amore e ,come me, molti altri che pagano il canone. Quindi, alla fine di queste due giornate sulla rete due, La Madonna si è presa della "maiala" da Ceccherini ma, mentre quella persona parlava di "messaggio d’amore", io ho sentito bestemmiare me e tutto quello che amo, RAI MAIALA!

Voto: 5 cilecche su 5

LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK



martedì 3 ottobre 2006 - ore 05:39


Spark #46: Cinema
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Previsti a Venezia Parte II

Infamous di Douglas McGrath



Il Festival è finito da un mese ma a me non importa un fico secco. Mi importava parlare subito de "Il diavolo veste Prada" perchè il piacere di poter dire "l’ho già visto" era enorme e non potevo rischiare di perderlo: tempo qualche settimana e tutti avrebbero potuto dire la loro.
"Infamous" non so quando uscirà, ma quando arriverà quella data, il piacere consisterà nel dire gongolante "Te l’avevo detto".

ATTENZIONE: QUESTO POST E’ LUNGO!!! CHI NON HA VOGLIA DI LEGGERSI TUTTA ’STA PAPPARDELLA E’ INVITATO A GUARDARSI IL TRAILER

"Infamous" l’ho visto per un soffio. Stavo infatti per andare a vedere "Black Dhalia", ma la presenza della mia Sandy mi ha fatto cambiare idea, anche perchè "tanto la dalia esce tra un mese". Quando parlo della Sandy, per chi non mi conoscesse, mi riferisco a Sandra Bullock, una che nel mio Olimpo delle divinità siede sul trono. Recentemente su Vanity Fair l’hanno intervistata (solo dopo "Crash" quelli che contano, ’sti zotici, si sono accorti di lei) e la giornalista, quando si è presentata a casa di Sandra, l’ha trovata con una scopa in mano mentre cercava di far volare un colibrì malandrino fuori dal lucernario: può esistere un’immagine più deliziosa di questa? La mia Sandy, non potevo voltarle le spalle. E lei mi ha premiato (cosa che non posso dire purtroppo de "La casa sul lago del tempo": che pasticcio sbrodoloso!).
"Infamous" è la storia della genesi di "A sangue freddo": la stessa storia di "Capote", ma in "Infamous" la narrazione comincia prima, tra gli scintillanti bicchieri di martini e le brillanti frivolezze di Truman, il quale è costantemente impegnato in una divertitissima vita mondana in cui riesce a catalizzare le confessioni delle sue ricche amiche, drink a profusione, balli, musica e risate. Fino a quando si interessa ad un caso di cronaca nera, un omicidio plurimo avvenuto nell’America profonda, rurale: Truman piglia un treno con la sua amica Harper Lee (Sandra) e va a raccogliere informazioni sul posto. Grazie alle sue battute ma soprattutto al carisma del giullare metropolitano, Truman conquista, contro ogni previsione, gli abitanti del luogo, e ottiene la loro complicità. Catturati i colpevoli, Truman riesce ad avere il privilegio di poterli conoscere ed intervistare in carcere. Il romanzo prende forma, ma la gravità della storia riduce lo spazio della prospettiva dello scrittore, finchè Truman, uomo, collassa. E termina il libro.
Solo il cast meriterebbe 5 scintille: la Sandra Bullock, agiografie a parte, è bravissima: riesce in un ruolo difficile, in quanto controparte di un Truman Capote simpaticissimo, vulcanico e sempre, volutamente, sopra le righe, con una disinvoltura e una padronanza del mestiere che le porteranno MINIMO un Oscar in saccoccia. Due delle tre comari di Park Avenue, tanto pettegole ed elegantemente rococò in pubblico quanto sfigate nel privato, sono niente poco di meno che la signora Sigourney Weaver e la donna più bella del mondo, vincitrice del prestigioso "La Dovevi Interpretare Tu Miranda Priesley" Award, Isabella Rossellini. Per non parlare di Gwyneth Paltrow, che finalmente ha smesso di partorire, con un ruolo piccolissimo, emblematico, sfolgorante. Ma al di là di questi nomi altisonanti, tutto il cast è favoloso.
Con lo stesso graduale ed impercettibile calo di effervescenza di un bicchiere di champagne dimenticato su un vassoio, il film passa dal tono della commedia brillante a quello del dramma angoscioso, con una potenza tutta cinematografica di raccontare il biografico attraverso anche geniali pseudointerviste ex post agli amici di Capote. Per l’eleganza con la quale lo spettatore è fatto calare nella vita del protagonista meriterebbe insomma altre 5 stelle.
Ma ciò che davvero mi fa dire che questo film è un capolavoro è lo schema speculare con cui è costruito, in cui il taglio dello specchio si profila sull’incontro degli sguardi di Truman e di Perry Smith, uno degli assassini, e che esemplifica il prima e il dopo di un’esistenza che ha dato il proprio valore per permettere alla fiamma creativa di ardere, e che svela preventivamente due uomini apparentemente diversissimi ma in realtà uguali.

Voto: 5 scintille su 5 e fuochi d’artificio


Sparks ha seguito "Il diavolo veste Prada" (citazione da Vanity Fair: "Ma se il diavolo veste Prada, cosa veste Berlusconi?") e "Infamous" in lingua originale per cui non può garantire che quanto scritto sia ancora valido dopo lo stupro culturale noto come "doppiaggio". That’s all.

LEGGI I COMMENTI (1) - PERMALINK



venerdì 22 settembre 2006 - ore 15:04


Spark #45: Piano, Italia.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


L’Umarellsblog



Se ho una certezza, una sola, uno scoglio di verità in questo mare tempestoso che sbellicandomi chiamo vita, è che diventeremo tutti vecchi, sfiga permettendo. Uno dei miei passatempi preferiti è giocare con i fenotipi dei miei coetanei e immaginarli tra 40 anni. Stesso procedimento, ma a ritroso, lo applico agli anziani che incontro. Io adoro gli anziani, l’anzianità, il concetto di pensione. Sarà che sono anagraficamente giovane, ma la terza età mi sembra tanto distensiva. E’ anche per questo che ho deciso di fondare Piano, Italia.
Mesi fa la sempre attenta Fairy* mi ha segnalato amorevolmente questo fantastico blog, ma da bravo ANZIANO DENTRO, me ne ero dimenticato: l’Umarellsblog.

Si tratta di un bellissimo, commovente, cristallino blog fotografico i cui soggetti sono esclusivamente Umarells.
Cosa sono gli Umarells? Ce lo dice il geniale ideatore:
Gli umarells sono ovunque, basta solamente farci caso. Li possiamo trovare vicino ad un incrocio dove c’è appena stato un incidente stradale, oppure in un autobus strapieno a litigare con chi li ha leggermente spintonati, oppure in fila in posta, in banca, all’Ufficio del Catasto (dove non sono mai stato, ma sono sicuro che sia pieno di umarells), da Castorama. Cominciate un po’ a capire di cosa sto parlando?

Credo di si, ma proverò a spiegarmi ancora meglio. L’umarell è quello che adora guardare i lavori stradali, quello che ama le ruspe, le gru, i cingolati in generale, le auto che eseguono manovre di parcheggio difficoltose, i negozi di ferramenta, le cantine, i garaggg e fate molta attenzione, perché dentro ognuno di noi alberga un pò di animo umarell, l’importante è rendersene conto.


Voto: 5 scintille su 5

Il cadavere nella foto è l’anziano più chic che possiamo annoverare tra le fila del partito: Giorgio Armani.


LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK



giovedì 21 settembre 2006 - ore 23:32


Spark #44: Cinema
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Previsti da Venezia

"Humidity’s rising-Barometer’s getting low ": l’incipit della magrittiana "It’s Raining Men" descrive alla perfezione la sensazione fisica di quando devo andare a Venezia. Io, come molti, come quasi tutti i pigri, odio Venezia: semplicemente, non è una città, è il ricettacolo di ogni mia idiosincrasia fatto ad architettura. Odio la gente, l’umanità: e a Venezia ce n’è tanta, vociante e puzzolente. Odio i mezzi pubblici: treno pulcioso o bus emetico, queste sono le uniche alternative; e a Venezia, solo vaporetto: una roba che non ti mette nella condizione di desiderare una morte rapida solo per il fatto che la mente è completamente obnubilata dal puzzo degli sfigati che sono stipati come te in queste bagnarole arrugginite. Le strade: budelli bui, che non si chiamano strade per fortuna, dove l’uomo è costretto all’abominio, camminare in coda come vacche inebetite. E poi la puzza. E la gente. E la puzza della gente. E i ponti millegradini del Canal Grande. La puzza. Un incubo, uno schifo, un’aberrazione.

Ciò nonostante, sono andato a Venezia per guardarmi in esclusiva "Devil Wears Prada", in compagnia della Iena, di suo marito e della Sfinge. Sparks seleziona nella selezione del Festival del cinema quello che va visto subito.

Devil Wears Prada di David Frankel



Do per scontato che il libro e la storia si conosca già (per chi non la conosce: pussa via dal mio blog!) per cui vado subito al sodo.
Che il film sia peggio del libro è un assioma tanto irritante quanto banale. In quanto banale è anche prevedibile, per cui quando sono partito da casa per vedere il film tratto dal libro più bello che abbia letto negli ultimi anni ero preparato al fatto che si trattava di una "riduzione".

Che fosse un "distillato sciropposo", ecco, a questo non ero preparato. Il procedimento con il quale sono riusciti a trasformare un libro velenoso, pungente ed esilarante in un filmetto divertente e poco più, è da ricercare più nell’industria chimica che in quella cinematografica.
Certo è un bel film, fa ridere, Meryl Streep è ottima, ma Andrea, da sfibrata ragazza comune con la sigaretta sempre in bocca, è diventata una bambolina tutto burro; Miranda, da gelida, stronza, figlia di puttana direttrice, è diventata una specie di leonessa cattiva, ma cattiva solo perchè ha una spina sotto la zampa. La collega di Andrea, Emily, da stressata e ansiosa tutor, è diventata la classica comprimaria delle commedie rosa, la mezza matta che fa sempre ridere. Gli aspetti più acidi del romanzo sono stati tolti, modificati, sepolti da etti di zucchero.
Peccato, perchè quando la cattiveria è così di classe, vederla sprecata in questa maniera spiace molto. La metto così: se il libro è uno Chanel n°5, il film è un BonBon Malizia: fruttato, piacevole, allegro, ma su una vera signora, JAMAIS!

Voto: 3 scintille su 5

Prossimamente l’altro film previsto per voi.

LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK



lunedì 21 agosto 2006 - ore 18:22


Spark #43: Giochi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il Mah Jongg



Ho cambiato dipendenza: adesso vado PAZZO per il Mah Jongg. La concentrazione al limite del misticismo, quelle tessere old-china, la sfida contro il tempo: solo chi si è fratturato le dita giocandoci in infernali sale giochi, solo chi si è seccato le lenti a contatto nel compulsivo tentativo di battere un record, solo chi ha rischiato di deporre un uovo, tanta era la concentrazione, può capire la mia gioia nel trovare questo sito in cui si può scaricare una bellissima versione 3D del Mah Jongg. Oltre al gioco originale, questa versione ne conta anche altri, tutti in China-Style. Unica pecca, ma trascurabilissima, è un popup della minchia che ogni tanto sbuca: basta premere OK e passa tutto: non è necessario registrarsi, è solo un semplice reminder.

PER CHI VUOL SAPERNE DI PIU’:

Sito ufficiale del Mah Jongg(in inglese)

Sito della federazione italiana Mah-Jong (con una G)

Voto: 5 scintille su 5

LEGGI I COMMENTI (4) - PERMALINK



giovedì 17 agosto 2006 - ore 05:15


Spark #42: Cinema
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Shopgirl di Anand Tucker



E’ ufficiale, ho una nuova dipendenza: i film. Complice questo delizioso clima temporalesco che invita a starsene accoccolati sul divano in compagnia di un sacchetto da 5 kg di patatine, sono diventato un vero bulimico cinematografico. In realtà ho unito due dipendenze (junk food e cinema) e ne è uscita una nuova. In realtà #2 io non mi accoccolo quasi mai: sto sbracato e basta. Anche in questo momento, mentre scrivo, grazie ad un’attenzione dicotica particolarmente allenata, sto guardando "Una casa alla fine del mondo": è il terzo oggi. Il primo è stato Shopgirl.
La shopgirl è Claire Danes, attrice che a me piace moltissimo, che interpreta Mirabelle, brava ragazza venuta da quella specie di Svizzera che è il Vermont, e che è finita col lavorare in uno chicchissimo negozio di abbigliamento a Beverly Hills, ma nell’angolo sfigato: quello dei guanti. Anche Mirabelle è un po’ sfigata, con quel look da ragazza di chiesa, una vita sociale inesistente e velleità artistiche monche. E’ una un po’ così: carina ma rassegnata, con gatto. Dopo un paio di imbarazzati appuntamenti maldestri con un ragazzo stralunato, immaturo e sfigatello come lei, Mirabelle viene corteggiata da un cinquantenne ricchissimo. Mirabelle pianta lo sfigato e si mette col riccone. Lo sfigato parte per realizzare qualcosa nella sua vita. Il cinquantenne intanto dice a Mirabelle che non vuole una relazione seria. La relazione però va avanti e Mirabelle si innamora di quest’uomo premuroso ma distante. E qui mi fermo perchè la fine è bellissima.
Shopgirl è un bel film imperfetto: in alcuni punti è noioso, i personaggi non sono tratteggiati con la profondità che avrebbero meritato, la fotografia è un po’ troppo fighetta. Tralasciando tutto questo, è un gran bel film: è amaro, una specie di Pretty Woman in chiave realista, però ha anche una sua piccola dolorosa dolcezza, ha un bel cast, la fotografia rende bene le solitudini dei protagonisti e ha un finale pieno di poesia.
Il film è tratto da un romanzo bestseller negli USA scritto da Steve Martin, che ne ha tratto pure la sceneggiatura e che nel film interpreta il ruolo del riccone. Insomma ha fatto tutto lui. E sono quasi certo che, per una storia fatta di sentimenti e interiorità, il romanzo sia la forma migliore. Lo voglio.

Voto: 3 scintille su 5

LEGGI I COMMENTI (2) - PERMALINK



martedì 8 agosto 2006 - ore 01:10


Spark #41: Cinema
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Melissa P. di Luca Guadagnini



HO VISTO “MELISSA P.”, il film. Potrei dire che alla tele non facevano niente, potrei lamentarmi dell’arsura di programmi interessanti, potrei inveire contro lo sclerotico palinsesto estivo, ma non lo farò. Ho semplicemente avuto l’occasione e l’ho colta: HO VISTO “MELISSA P.”
Melissa è una ragazzina che vive con Madre Assente e Nonna Eccentrica, mentre Mitica Figura Paterna Fantasma lavora su una piattaforma petrolifera e non si vede mai, quindi a Melissa manca un punto di riferimento maschile. In compenso ha come spalla Migliore Amica Bruttarella e una cotta per Lo Stronzo. Melissa ama tanto Lo Stronzo, ma lui si fa spompinare e poi sparisce. Melissa continua ad amare Lo Stronzo che continua ad usare Melissa come bambola gonfiabile. Melissa è delusa e allora, per rivalsa nei confronti degli uomini, diventa troia e lo scrive su un diario che puntualmente viene letto da tutti e Melissa diventa La Troia. Melissa scopre che aprendo le gambe ha potere sugli uomini. Olè. Tutta presa a chattare e a dar via la sua virtù non si accorge che Bel Sensibilone è innamorato di lei. Succedono cose e alla fine Melissa diventa Santa Subito.
“Melissa P.” vorrebbe essere la storia di una ragazzina fragile e sfortunata che imbocca la strada sbagliata per risolvere i propri problemi, ma che alla fine, anche grazie ai suoi errori, matura e diventa più forte. In realtà è la storia piena di ghirigori adolescenziali di una piccola terrona, che la da via come il pane per sentirsi più figa, e che finisce col giustificare le proprie nefande azioni con una dose di autocommiserazione buona per riempirci pure un libro. L’educazione cattolica porta anche a questo.
"Melissa P." è uno di quei film che hanno una sola grande dote: essere di una bruttezza esemplare. Fanno parte di questo filone “Troppo Belli”, “Favola”, “Il Macellaio”, “Bambola” e tutti quelli di Jerry Calà. Ce ne sono altri, lo so, ma non mi vengono in mente. Sono film che si basano su un solo principio: abbiamo un limone spremuto, spremiamolo ancora, e visto che ci siamo, spremiamo anche i semi, la buccia, tutto. Sono quei film che non hanno bisogno di una regia, una sceneggiatura, una fotografia, della recitazione: c’è già il limone, basta spremere ancora, ancora e ancora. Ed ecco il prodotto finale:le situazioni improbabili (la Barbara Alberti è indicata come co-sceneggiatrice, mah), i personaggi sono stereotipi ambulanti, i dialoghi assurdi e irreali (chi, a 15 anni, nel 2006, dice “Sei una FIGA SPAZIALE”?! Forse all’ACR, non lo so), la recitazione è schizofrenica e mi domando in modo retorico cosa abbia spinto la Geraldine Chaplin e Claudio Santamaria ad unirsi a questa produzione, dove tutti i protagonisti adolescenti hanno vocine da bambini, robe che neanche in “Primi Baci”, con la differenza che qui i ragazzini parlano di primi pompini. Il risultato è davvero fastidioso (chiudendo gli occhi si sente parlare una bambina di sesso…) ma stupendamente ridicolo. Il bello di questi film è questo: si ride, e di gusto anche. Facilissimo criticare, ma mi resta un dubbio da studente sempiterno di Scienza e Comunicazione (come dice mia mamma)e mi chiedo: ma co ‘sti soldi, non si può proprio fare meglio? Perché il genere nazional-popolare è sempre ciabattone, fatto coi piedi?

P.S. A proposito di attori marchettari: Daryl Hannah sposerà Massimo Boldi nel film di Natale 2006. Kill Bill vol. 3: la carriera nel cesso (ma tanto negli USA nessuno lo saprà).


Voto: 3 cilecche su 5

LEGGI I COMMENTI (3) - PERMALINK



lunedì 24 luglio 2006 - ore 18:16


Spark #40: Libri
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov



La Iena riesce a leggersi un Tolkien in una notte. Io per leggermi Il Maestro e Margherita ci ho messo un mese: per carità, con una lunga pausa in mezzo, ma per un mese mi sono trovato nel gorgo di un romanzo che coinvolge, per mano di Satana, i protagonisti del libro e infine, inaspettatamente, il lettore.
L’edizione Einaudi, col bel gattone del “Cabaret Chat Noir” in copertina, conta 386 pagine scritte in piccolo ed è un affare: 8 Euro per un romanzo ricco di personaggi, eventi, storie, e in più, in regalo, un libro storico: potrete entrare nella mente di Ponzio Pilato e rivivere gli istanti tragici della crocifissione di Cristo senza dare soldi a Mel Gibson.
Sinossi: un Satana particolarmente sornione e un drappello di aiutanti svitati arrivano nella Mosca statalista degli anni ’20 e ne fanno di tutti i colori: con fare elegante, sussiegoso, irriverente e, ma tu pensa, diabolico mettono in crisi la burocratica società della capitale sovietica ma, soprattutto, svelano i lati oscuri e gretti dell’umanità, li deridono e, senza pensarci tanto su, li condannano. La pigrizia, l’avarizia, l’opportunismo, e tutto il peggio che l’animo umano può produrre vengono smutandati in un moto narrativo a spirale: un personaggio dopo l’altro viene preso e trascinato da un folle e placido piano, raccontato con un realismo cristallino e impietoso. Le scorribande si dipanano per tutto il libro primo (il romanzo e diviso in due libri) senza apparentemente uno scopo, e si entra e si esce nelle vite grame di questi moscoviti tanto sbruffoni prima quanto poi terrorizzati; la tentazione di abbandonare tutto per dedicarsi a StarTV può presentarsi neanche troppo repentinamente. Il grande problema dei romanzi russi sono i nomi dei personaggi: ogni personaggio ha un nome triplo, al quale va aggiunto un soprannome, un vezzeggiativo in alcuni casi, e magari qualche appellativo che ha a che fare col proprio mestiere. Insomma un personaggio può avere anche cinque o sei modi per essere chiamato. Il Maestro e Margherita ha tantissimi personaggi: ergo, la lettura non è facile. Se a questo si aggiunge il fatto che manca un filo narrativo lineare la voglia di dare una sbirciata alla pagina 109 di Mediavideo è tanta. Leggete pure gli ultimi gossip, ma poi tornate dal Mestro e Margherita, perché dal libro secondo, il romanzo prende letteralmente il volo, e diventa un bellissimo libro fantastico, in cui il Male diventa strumento del Bene, e una grande storia d’amore, quella tra il povero Maestro e l’infelice Margherita, trova un epilogo che più romantico di così non si può. A testimonianza di quanto fossi preso dal racconto c’è un’enorme macchia di anguria a pagina 374.
Se avete un alto senso della Giustizia, se siete attratti da un personaggio come Satana, se vi piace Chagall, se amate i gatti paffuti: Il Maestro e Margherita. E’ tutto.

Voto: 4 scintille su 5


LEGGI I COMMENTI (8) - PERMALINK



domenica 16 luglio 2006 - ore 21:55


Spark #39: Musica
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Le Canzoni della Pazza Estate 2006



Mi scuso con i fanZ del mio blog ma tra Mondiali e studio non c’avevo cazzi di scrivere. Per rispetto ai miei lettori non me la sono sentita di tenere in piedi questo mirabile blog con post di pura sussistenza. Preferisco i post di pura incontinenza, perchè a Voi, cari lettori, voglio dare solo il mio meglio. Ricominciamo.


Ieri ho inaugurato il mio "Angolo d’Estate", uno spazio sfizioso ed esclusivo dotato di ogni comfort dove è possibile rilassarsi, prendere il sole e leggere i libri accumulatisi sul comodino. Con questo atto è ufficialmente cominciata anche per me l’estate. Estate è anche tempo di Festivalbar e queste sono le canzoni che dobbiamo ciucciarci ’sto giro:

Hips Don’t Lie- Shakira feat. Wyclef Jean
Io mi sono innamorato di Shakira. Da quando ha smesso i panni da fatalona rockettara per diventare una ragazza acqua e sapone la guardo con occhi diversi. E ascolto la sua musica con orecchi diversi: "Hips Don’t Lie" secondo me è la canzone dell’estate perchè è superficiale ma non cretina, sexy ma non sugosa, divertente ma non baraccona, ed è stata la colonna sonora della finale dei mondiali, in cui Shakira l’ha cantata dal vivo con uno show che ha ipergalvanizzato lo stadio di Berlino.
Voto: 5 scintille su 5

Get Together- Madonna
Il pregio di questa canzone, accompagnata da un orrendo video variegato all’amarena trasmesso DI CONTINUO, è che è una delle pochissime produzioni dance di ques’estate, stagione che predilige dancefloor all’aperto e movimenti di fianchi. Resta un singolo sbagliato, come già detto, e poi mi sembra che mai come in questa canzone Madonna abbia una voce da overdose di glucosio fastidiosissima.
Voto: 2 scintille su 5

Supermassive Black Hole-Muse
Quando in Italia hanno scoperto i Muse con "Time is Running Out" io ne avevo decretato la morte artistica: per quanto tempo la gente avrebbe seguito un gruppo che fa del dramma e della disperazione la propria cifra esistenziale? Evidentemente i Muse sono stati i primi a capirlo e sono tornati con questo singolo che in realtà è una canzone dell’ultima Britney Spears (vedi "Do Something") ma che sfrutta l’allure maudit del gruppo "rock". Geniale.
Voto: 4 scintille su 5

Crazy-Gnarls Barkley
Ecco, questa è una canzone pop davvero fatta bene. Praticamente non ha difetti, con quel verso spassoso "Who do you, who do you, who do you think you are?" e un’immagine da "prodotto di qualità", i Gnarls Barkley hanno quella credibilità che permette ai modaioli di ascoltare le loro canzoni con il finestrino abbassato, senza sentirsi sfigati.
Voto: 3 scintille su 5

Signor Tentenna- Carmen Consoli
Una Mariella Nava e un polmone d’acciaio per la signorina, grazie.
Voto: 2 cilecche su 5

Sin Sin Sin- Robbie Williams
Quella che in UK è stata la canzone dagli esiti più fallimentari della sua carriera, in Italia è diventata un successone: Robbie Williams e il suo ennesimo video megalomane pseudoironico sono quasi più presenti di Madonna. La canzone è un pasticcio electro-sciacquatura che vorrebbe seguire le orme trionfanti dei Scissor Sisters. Insomma una tamarrata con ritornello facile da cantare (anche da chi non sa l’inglese).
Voto:1 scintilla su 5

Tu Mi Porti Su-Fish feat. Esa & Kelly Joice
Questa canzone è un godibilissimo compendio-collage di successi estivi: la canzone ha quel gusto hip-hop smaccatamente commerciale e danzereccio che in Italia nessuno fa. Inoltre è divertente riconoscere le varie parti: secondo me c’è Brandy con "Full Moon", gli Snap con "Rhythm is a Dancer", gli Inner City con "Good Life", LL Cool J con "Control Myself"...
Voto: 3 scintille su 5

Stop! Dimentica- Tiziano Ferro
Preferisco Kelly Osbourne...
Voto: 4 cilecche su 5

Who Knew- P!nk
C’è un lato dell’estate che lo strombazzamento televisivo modello Lucignolo ignora completamente. E’ il mio lato preferito, quello dell’acquiescenza, della malinconia. Questa canzone lo copre perfettamente. Pink, per fortuna che ci sei tu.
Voto: 5 scintille su 5

Diferente- Gotan Project
Stesso discorso sull’acquiescenza, ma qui siamo in territorio glamourous. Passione, melodramma, lounge music. Canzone ad alto potenziale gay.
Voto: 3 scintille su 5

Mas Que Nada- Sergio Mendes feat. Black Eyed Peas
Questa è la vera canzone baraccona dell’estate. Sarà il gusto brazileiro, che fa sempre trenino, sarà Fergie e le sue mossettine sexy, che fanno sempre hot pants, ma io me la sono messa come suoneria del cellulare e l’ho usata come motivetto per festeggiare i gol dell’Italia.
Voto: 4 scintille su 5

Maneater- Nelly Furtado
Dove ha parzialmente fallito Madonna è riuscita Nelly Furtado: smessi i panni di ragazza etno-sprint è tornata con un nuovo look da bad girl e una canzone piena di ritmo, che è "la canzone da ballare" quest’estate.
Voto: 4 scintille su 5

Dulcis in fundo:
Stars Are Blind- Paris Hilton
Sì, sono schifosamente fazioso, ma la mia Paris ha fatto davvero un bel lavoro. "Stars Are Blind" ricorda tantissimo i successi degli Ace of Base, e copre tutti gli aspetti più dolciastri dell’estate: sa di orzata, di batida, di sabbia tra le dita dei piedi, di olio di cocco, e ha un video glam-kitch che è un gioiello, del tipo collanina di conchiglie da 5 euro. Deliziosa.
Voto: 3 scintille su 5



LEGGI I COMMENTI (10) - PERMALINK




> > > MESSAGGI PRECEDENTI
SETTEMBRE 2019
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30


Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG


BLOG che SEGUO:


SE QUESTO E’ UN UOMO IenaFerox

DI MUSICA NE SA A PACCHI
Alex1980PD

ROSSANA DAI PENSACI UN PO’ TU
fAiRy*

UNA PATATINA DEGNA DI ROCCO SIFFREDI
glendida

NEI PANNI DI UNA BIONDA ehvabendai

UNA MAFALDA COME ME
Thelma

IL VICERE’ DEL RIO DE LA PLATA
argentino

CHI LO DICE SA DI ESSERLO
mignotta

GLI AMICI DEI MIEI AMICI SONO ANCHE MIEI AMICI
valevally


BOOKMARKS


La Rosa nell Pugno
(da Tempo Libero / Paranormale )
Il Blog della Pina
(da Arte e Cultura / Narrativa )
Il mio telefilm preferito
(da Arte e Cultura / Poesia )
Rotten.com
(da Tempo Libero / Umorismo e Satira )
BUTT Magazine
(da Arte e Cultura / Narrativa )



UTENTI ONLINE: