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domenica 27 aprile 2008
ore 18:08
(categoria: "Vita Quotidiana")


giallo






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mercoledì 23 aprile 2008
ore 21:48
(categoria: "Cinema")


un po’ datato, ma...


Batman: Dead End è un fan film realizzato da Sandy Collora che è stato proiettato il 19 Luglio 2003 alla San Diego Comic Con, e su internet poco tempo dopo.

Il film, realizzato con 30.000$ e girato su pellicola, vede Clark Bartram nei panni di Batman, che sta rincorrendo il Joker appena fuggito, e interpretato da Andrew Koenig. Con una mossa a sorpresa, altri personaggi della fantascienza (Predator e Alien) entrano nella mischia a confrontarsi. Batman ha combattuto entrambe le razze aliene in una serie di fumetti della Dark Horse Comics, e il cortometraggio recupera l’estetica di quei fumetti.

Il famoso regista e scrittore di fumetti Kevin Smith l’ha definito "probabilmente il più vero, il miglior film di Batman mai realizzato". L’artista Alex Ross invece ha detto "Questo è Batman come l’avrei sempre voluto vedere". Collora ha detto in varie interviste che il film è stato realizzato per catturare l’attenzione sulle sue doti di regista, ed è riuscito nell’intento. Nel 2004 Collora ha filmato un progetto simile chiamato "World’s Finest" (che vede presenti Batman e Superman), usando più o meno lo stesso cast e la crew di questo film.





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mercoledì 26 marzo 2008
ore 18:56
(categoria: "Musica e Canzoni")


SPETTACOLO SPETTACOLISSIMO!!!!






L’attesissimo show di WHITESNAKE + EUROPE + Tigertailz del 23 Luglio, si svolgerà nella splendida cornice di Villa Contarini a Piazzola Sul Brenta (Pd) anzichè alla Villa Pisani di Stra (Ve).

WHITESNAKE + EUROPE + Tigertailz

23.07 Piazzola Sul Brenta (Pd), Villa Contarini

Biglietti in vendita su www.ticketone.it e rete collegata a partire da mercoledi 27 marzo alle ore 12.00



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martedì 25 marzo 2008
ore 13:24
(categoria: "Musica e Canzoni")


Rammstein





ENGEL

Wer zu Lebzeit gut auf Erden
wird nach dem Tod ein Engel werden
den Blick gen Himmel fragst du dann
warum man sie nicht sehen kann

Erst wenn die Wolken schlafengehn
kann man uns am Himmel sehn
wir haben Angst und sind allein

Gott weiß ich will kein Engel sein

Sie leben hinterm Sonnenschein
getrennt von uns unendlich weit
sie müssen sich an Sterne krallen (ganz fest)
damit sie nicht vom Himmel fallen

Erst wenn die Wolken schlafengehn
kann man uns am Himmel sehn
wir haben Angst und sind allein

Gott weiß ich will kein Engel sein

Erst wenn die Wolken schlafengehn
kann man uns am Himmel sehn
wir haben Angst und sind allein

Gott weiß ich will kein Engel sein



ANGELO

Chi in vita è buono sulla terra
dopo la morte diventerà un angelo
Con lo sguardo verso il cielo ti chiedi
perché non si possono vedere

Solo quando le nuvole vanno a dormire
ci si può vedere nel cielo
abbiamo paura e siamo soli

Dio sa che non voglio essere un angelo

Vivono dietro la luce del sole
separati da noi, infinitamente lontani
devono aggrapparsi alle stelle (molto saldamente)
per non cadere dal cielo

Solo quando le nuvole vanno a dormire
ci si può vedere nel cielo
abbiamo paura e siamo soli

Dio sa che non voglio essere un angelo

Solo quando le nuvole vanno a dormire
ci si può vedere nel cielo
abbiamo paura e siamo soli

Dio sa che non voglio essere un angelo


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mercoledì 5 marzo 2008
ore 13:30
(categoria: "Musica e Canzoni")


in relax più assoluto


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giovedì 14 febbraio 2008
ore 12:52
(categoria: "Cinema")


"...sono un uomo buono o un uomo cattivo?"


Regia: David Lynch, Jonathan Sanger, Freddie Francis
Interpreti: John Hurt, Anthony Hopkins, John Gielgud, Anne Bancroft, Wendy Hiller
USA 1980

John Merrick (John Hurt) è un uomo dall’aspetto orrendamente deforme fin dalla nascita, condizione che lo condanna a trascorrere una vita all’insegna della sofferenza sotto l’ala torturatrice del suo "legittimo proprietario", il quale sfrutta le sue informi fattezze per guadagnarsi quel poco che gli serve per vivere. Ma un bel giorno la sua vita prende una svolta imprevista. Incuriosito dalla leggenda del cosiddetto "Uomo Elefante", il Dr. Frederick Treves (Anthony Hopkins), esperto chirurgo e studioso di anatomia, decide di richiedere al tutore di John la possibilità di visitarlo e di mostrarlo ai suoi colleghi durante una conferenza in nome del progresso scientifico. Una volta tornato "a casa" però, John viene ripetutamente malmenato e percosso dal suo ubriaco padrone, che lo riduce in condizioni tali da essere costretto a chiamare nuovamente il Dr. Treves per farlo curare, giustificando lo stato di John con una brutta caduta. Da questo momento in avanti Merrick comincia una nuova vita e, sotto le cure e la protezione del Dr. Treves, troverà non solo un posto da chiamare casa, ma, per la prima volta, la felicità di poter chiamare "amici" le persone che lo circondano, la possibilità di dire:"Io sono fortunato". Candidato a 8 premi oscar e basato su una storia realmente accaduta, The Elephant Man è con tutte le probabilità il film che ha consacrato Lynch come grande nome del panorama cinematografico. Con questo suo lavoro, il regista dimostra non solo di riuscire in un’impresa ardua come quella di non cadere nel banale e nello stucchevole con una storia non eccessivamente originale come quella presentata (il tema della diversità e dell’emarginazione non sono nuovi ad Hollywood), ma anche di disporre di una grande e profonda sensibilità, espressa in modo tanto coinvolgente da non lasciare esente lo spettatore da provare durante la visione, un’intera tavolozza di emozioni, quasi a sostituire il bianco e nero della pellicola, in cui la compassione fa da colore dominante.



Le riflessioni sull’ipocrisia e sulla crudeltà che ci caratterizzano, gli elefanti che ci investono e che ci deturpano l’anima ogni giorno, sono tutt’altro che implicite, anzi sono espresse con una tale dolcissima violenza da costringerci a provare un amaro quanto profondo senso di colpa. La tenera dignità del personaggio interpretato da John Hurt è descritta dall’allora circa trentacinquenne del Montana come un particolare calderone in cui vortica una miscela fatta dei personaggi delle fiabe che ci raccontavano da piccoli, dalle quali fa capolino una versione commovente del celebre racconto di Collodi in cui Pinocchio è l’unico bambino vero in un mondo fatto di marionette. Il livello tecnico è notevole, con un cast che affianca un ancora acerbo ma bravo Anthony Hopkins a un John Hurt che indossa al meglio il trucco ottimamente realizzato del deforme protagonista. Anche le musiche, composte da John Morris, aiutano ad immergersi nella cupa e classicheggiante atmosfera inglese, mentre nelle inquadrature e nella cura quasi maniacale per i particolari si possono già scorgere quegli elementi di inquietante "psicoanalisi" nei confronti del pubblico così imbarazzato che hanno fatto il successo del cinema Lynchiano più recente. Già col suo secondo film, insomma, Lynch riesce ad esplorare la coscienza individuale di chi incappa nella sua arte mettendone in risalto l’aspetto più oscuro, lasciando al termine lo spettatore con una sola insoffribile domanda a riecheggiargli nella testa…sono un uomo buono o un uomo cattivo?


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lunedì 24 dicembre 2007
ore 17:29
(categoria: "Musica e Canzoni")


Somewhere Over The Rainbow
quando la differenza è fatta da una voce e un’ukulele anzichè dall’immagine di un artista





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venerdì 7 dicembre 2007
ore 13:20
(categoria: "Vita Quotidiana")


che spettacolo!!!!!


da gustarsi e consumarsi preferibilmente prima...


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lunedì 3 dicembre 2007
ore 13:34
(categoria: "Vita Quotidiana")



A volte basta poco per rendere speciale una serata semplice e tranquilla.
Un bel localino, una leggerissima e fresca birra, Lei...




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mercoledì 28 novembre 2007
ore 13:44
(categoria: "Vita Quotidiana")


dove stiamo andando?
Investì 4 ragazzi, ora fa modello

Rom ingaggiato per foto pubblicitarie

Il rom ubriaco che al volante di un furgone uccise 4 ragazzi sui propri motorini ad Appignano del Tronto (Ascoli Piceno) sarebbe divenuto il testimonial di una campagna pubblicitaria per una linea di abbigliamento e accessori. Lo ha rivelato l’on. Gabriella Carlucci di FI. Denunciando l’operazione "di un cinismo spaventoso" la parlamentare ha invitato ad ignorare la campagna di Marco Ahmetovic che rischia di diventare una celebrità.


"Apprendo sconcertata che Marco Ahmetovic, il rom ubriaco al volante che uccise quattro ragazzi, sarebbe divenuto addirittura il testimonial di una campagna pubblicitaria per una linea di abbigliamento e accessori vari. Ebbene, siamo di fronte alla schizofrenia di una società in cui si spettacolarizza ciò che in realtà si dovrebbe condannare" ha affermato la parlamentare di Forza Italia Gabriella Carlucci.

L’aprile scorso il 22enne di origini Rom alla guida di un furgone in stato di ebrezza, investì ed uccise quattro minorenni che percorrevano la statale sui propri motorini ad Appignano del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno.

"Su questa vicenda, dopo i clamori televisivi, si cerca ancora di speculare utilizzando l’immagine di un assassino per vendere libercoli e capi di abbigliamento. Un’operazione di un cinismo spaventoso - ha proseguito Carlucci - in cui per commercializzare dei prodotti si è disposti a svendere non solo la propria coscienza, ma anche il senso civico che dovrebbe suggerire rispetto per i parenti delle vittime e per la decisione della giustizia".

"La giustizia italiana ormai si consuma prevalentemente sui media. In una ridda di gossip e scandali che travolgono colpevoli ed innocenti, e che riducono la libera informazione a puro voyeurismo. La parola d’ordine per reagire a questa disfatta del buonsenso, è a questo punto ’ignoriamoli!’ Ignoriamo la campagna pubblicitaria di Ahmetovic, altrimenti si rischia il danno e la beffa: il rom diventerebbe una celebrità ed il fatturato dell’azienda, come già accaduto per la campagna sull’anoressia di Nolita, aumenterebbe esponenzialmente".

La deputata ha annunciato che solleverà per l’ennesima volta questo caso in Parlamento, "sperando - ha concluso - che i miei colleghi ed i ministri interessati non evadano da un chiarimento necessario".




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