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che una mia cara amica guarisse da un tumore e questo venisse al suo ex!

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calma piatta.

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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MERAVIGLIE


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Ciao a tutti.In questo blog potete trovare pensieri,parole,opere e "missioni" di un maschio italico con alle spalle 16 anni di vita tra x-files ospedalieri,donne sessualmente pazze,e gente sclerata!La location? Il sordido sottomondo ospedaliero! Un blog che ricorderà a me il passato,e registrerà il presente.A voi farà spalancare gli occhi su tante cose inverosimili e incredibili.Ma vere.TUTTE rigorosamente vere...Stay tuned guys!




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giovedì 5 agosto 2010 - ore 11:15


A VOLTE RITORNANO
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Salve a tutti.
Il Cuni è tornato dopo ben 24 mesi di assenza da questo blog.
Ricomincierò a narrarvi le disavventure dell’italico popolo quando si trova ad affrontare il pazzo mondo della sanità,come pure l’esatto contrario (tanto cambiando i fattori il prodotto non cambia).
Personalmente dopo la probante esperienza con due fidanzate contemporaneamente e un’altra vagonata di storie con psico-donne, devo dire che soltanto ora ho raggiunto una certa stabilità sentimental-mentale,perciò ho nuovamente il tempo per aggiornare lo sprtitz-blog.
A presto.

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mercoledì 12 novembre 2008 - ore 18:26


Only the same thing!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ma perchè se quando sei un uomo single hai N donne che ci provano con te,nel momento in cui ti fidanzi il numero delle donne tentatrici diviene N^2???

Pare che ci trovino più gusto a tentarti quando sei felicemente accoppiato!
Ora comprendo il dramma di Ulisse tentato dalle sirene.....
(Lui xò era corruttibile in quanto in astinenza da molto tempo.)

I maschietti che stanno leggendo questo post capiranno più delle spritzine cosa intendo dire....




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venerdì 19 settembre 2008 - ore 23:27


Acqua Santa....
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ho avuto modo di parlare con un collega del pronto soccorso di Borgo Trento a Verona.
Tra le tante cose assurde a cui ha assistito finora mi ha raccontato di una suora trentenne che è arrivata (con non poco imbarazzo) in Ospedale con un corpo estraneo conficcato per bene in vagina.......una bottiglia di acqua SAN BENEDETTO!!
La povera sorella non ha avuto l’accortezza di lasciare tappata la bottiglia ed una volta infilata nel vergine (??) pertugio l’effetto vuoto ha fatto il resto!
Chissà quanti "padre nostro" e quanti "ave maria" avrà poi dovuto dire per punizione!!


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mercoledì 17 settembre 2008 - ore 18:25


I goti de vin fa male!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Si presenta in pronto soccorso un quarantenne,italiano,noto tossico.
Da quattro giorni ha un lacerante dolore al retto e per tale motivo è arrivato ad iniettarsi 20 fiale di morfina al giorno (dove l’abbia trovata è un mistero...).Riferisce che con la morfina il dolore si attenua ma persiste comunque.
Alla domanda:"Ha per caso inserito un corpo estraneo?" egli tentenna nel rispondere,inventa scuse assurde poi......la verità.
Quattro giorni prima doveva pagare una dose di droga a tre marocchini e non avendo i soldi li aveva allontanati in malo modo dal bar in cui si erano dati appuntamento.Gli extracomunitari quindi l’avevano portato via dal locale a spintoni e fatto salire in macchina.
Lo portarono in un boschetto fuori città e qui sembra che abbiano abusato di lui.Forse per tale motivo sente molto dolore.
Il medico allora lo visita e con un guanto esegue un’esplorazione rettale.Poco dopo richiede una lastra urgente....
Per farla breve i tre marocchi gli avevano infilato nel sedere il bicchiere di vino che aveva in mano al bar! Tutto e fino in fondo!
Il dottore ha dovuto cospargersi i guanti chirurgici(tre paia uno sopra l’altro per sicurezza) di LUAN pomata e infilare entrambe le mani,FINO AL POLSO,nel culo del tossico x estrarre il "goto"!
Quando il paziente si è accorto di ciò che gli era stato inserito (lui essendo stato girato e tenuto fermo dai marocchini non sapeva che oggetto fosse) ha bestemmiato e giurato vendetta ai pusher....
E’ stato salutato dal personale del pronto soccorso con un "In culo alla balena"!!
Ah Ah Ah...
Il dottore firmandogli la carta di dimissione gli ha anche dato un consiglio:"Stia lontano da quella gentaglia....anca parchè se ea prossima volta i ghe mete na fiasca il tel cueo al posto de un bicière,el sappia che ea paia dea fiasca lè fastidiosa parchè la grata!"


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lunedì 4 agosto 2008 - ore 12:15


In che parte del mondo a Novembre?
(categoria: " Viaggi ")


Quest’estate niente vacanze per il sottoscritto....sigh...
L’infido modello 730 e i suoi balzelli, congiunto con l’acquisto di una nuova moto (in quanto la precedente DI UN SOLO ANNO DI VITA,è andata distrutta a causa di un’auto pirata!) hanno duramente provato le mie finanze.Il risultato è che per il povero Cunilingus non resta che una piscinella gonfiabile da mettere in giardino,la quale a fatica contiene il suo corpicione.....
Per risollevarmi il morale sto pensando a dove poter andare in vacanza in autunno.La morosa ha ferie in Novembre e quindi io m’adeguo....
Ho dato un’occhiata su www.expedia.it e ho trovato diverse buone offerte:Mexico,Maldive,Kenya....
La domanda xò è:dove posso trovare "l’estate"in quel mese dell’anno?
Cè qualcuno li fuori che mi sa rispondere?
Grazie.


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lunedì 28 luglio 2008 - ore 23:07


Back in action
(categoria: " Pensieri ")


Talvolta bisogna necessariamente andare via per rirovarsi.
Sono di nuovo in me.
Inoltre ora guardo alla mia vita parlando al plurale.
Così mi piace.
Mi compiaccio;o come direbbe Montgomery Burns......"ECCELLENTE..."
Un saluto a voi tutti.
I’m back.

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martedì 1 luglio 2008 - ore 22:59


Telefonerò con una mela!
(categoria: " Scienza e Tecnica ")


Oggi mi chiama una operatrice della Tim e mi conferma che sono stato selezionato per avere l’Iphone 3G (in uscita l’11 Luglio) in comodato d’uso gratuito con l’opzione Tuttocompreso 30.
Mi fa piacere.
Poi però mi vien da pensare a quante migliaia di euro devo aver speso dal 1995 ad oggi per far parte dei clienti elitari della Tim!
Pensate che il giorno del mio compleanno mi chiamano per farmi gli auguri a nome dell’azienda!
E io pago!


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mercoledì 11 giugno 2008 - ore 18:39


Saggezza antica
(categoria: " Pensieri ")


Lavoro spesso con i vecchi.No,vecchio non è un epiteto irriverente ne denigratorio.A mio parere il termine anziano è nettamente più brutto.
Ad ogni modo mi è venuta voglia di ricordare alcune delle antiche perle di saggezza che,grazie a loro, ho mentalmente immagazzinato in tanti anni di assistenza infermieristica:

1)La mia preferita......"MAI PAURA,COA DURA!"Essa,a mio parere, ha 2 interpretazioni:la prima è "non temere mai nulla ma vai avanti fiero di te".La seconda più boccacesca e maschilista è:"Mai aver paura di niente,finchè ti tira il cazzo".Personalmente preferisco la seconda.

2) "UNA DONNA PARLA,DO’ E CIACOA E TRE LE FA MARCà!’"
Proverbio di immediata interpretazione e di assoluta verità.

3) "SCARPE GROSSE,BICIERE PIEN,TOI LA VITA COME LA VIEN".Che dire di questo adagio popolare? Forse oggigiorno pur avendo praticamente tutto ed una cultura personale nettamente superiore ai nostri nonni,non riusciamo più ad essere fatalisti e ad accontentarci.Cerchiamo sempre una spiegazione ed una soluzione (la+facile possibile) a tutto.

4) "AE DONE,AI MATTI E AL TEMPO NO SE COMANDA!"
Anche qui la triade dei soggetti in causa ben accompagna il complemento oggetto finale.

Se me ne verranno in mente altri li aggiungerò di sicuro.


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domenica 8 giugno 2008 - ore 20:23


Necessito commenti
(categoria: " Accadde Domani ")


Quello pubblicato qui sotto è il racconto che ho scritto (in una settimana.Lavoro permettendo.)per partecipare ad un concorso letterario.
Vorrei sapere cosa ne pensa chi passa di qui....poichè io detesto sempre ciò che scrivo e mio padre (l’unico ad averlo letto finora) è un po troppo di parte.
Non temo le critiche,ma fate che siano costruttive se dovete criticarmi.
Ovviamente accetto anche i complimenti eh?
Grazie a tutti.
Cuni.

PS:ai fini del concorso e pena l’esclusione era obbligatorio creare un racconto partendo dall’incipit iniziale.

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domenica 8 giugno 2008 - ore 20:14


Nuovo concorso letterario per il Cunilingus...
(categoria: " Lavoro ")


“L’ultimo,arruginito treno arrivò alla stazione stridendo,il marchio delle Ferrovie dello Stato sbiadito nella rossa luce del tramonto,Treni,navi e macchinari vari:ormai si era perduta la conoscenza necessaria per costruirli.
Se anche questo fosse stato distrutto,un’altra parte dell’età antica si sarebbe inabissata per sempre”.




IL VOLO DELLA FENICE



La guerra andava avanti ormai da più di un decennio.Dodici anni per la precisione.Inizialmente si era tentato ogni tipo di mediazione per cercare di placare le animosità tra le parti in causa,ma invano.
Si era andati troppo oltre.
L’attentato al Papa,in Vaticano, nella notte di Natale del 2022 era stata una chiara dichiarazione di guerra da parte della Confederazione degli Stati Islamici,sebbene si fosse tentato di far ricadere la responsabilità su alcune frange isolate di estremisti.
L’Unione Europea prima e la Nato poi avevano tuttavia preferito non rischiare la terza guerra mondiale iniziando un conflitto bellico solo per vendicare l’affronto sanguinario fatto al Santo Padre e più in generale a tutta la chiesa cattolica.
Era stato sollevato un polverone mediatico e si erano spesi fiumi di parole di biasimo nei confronti di un atto così vile ed oltraggioso.Il perdono cristiano di Giovanni XXIV (sopravvisuto miracolosamente) verso gli autori dell’attentato ed un certo menefreghismo della parte laica del mondo,avevano permesso di lasciar scemare ogni desiderio di rivalsa e stemperato la rabbia.
Quando nel maggio del 2024 però le truppe della CSI invasero il sud della Spagna inneggiando alla guerra santa,fu impossibile per l’Europa e per le nazioni dell’area Nato non entrare in guerra.
Fu allora che GlobalNet,l’erede diretta dell’ormai obsoleta Internet,giocò un ruolo fondamentale nel conflitto bellico.La rete era costantemente spazzata da hackers mercenari incaricati di carpire ogni tipo di informazione che potesse dare un qualsivoglia vantaggio all’una o all’altra parte in guerra.
Ogni truppa di terra veniva monitorata dai satelliti GPS con segnali criptati.Se,come accadeva sovente,questi ultimi venivano intercettati e decodificati dal nemico,la perdita di vite umane cresceva in maniera significativa.Migliaia di soldati venivano infatti falcidiati in imboscate preparate a tavolino.


















GlobalNet e la sua intelligenza artificiale,in continua espansione data l’immensa mole di informazioni che acquisiva giorno per giorno,era divenuta suo malgrado strumento di morte e non più di informazione.Era si “super partes”,poichè imparziale,ma era divenuta comunque un vettore di morte.
Il giorno in cui se ne rese conto,GlobalNet cessò di esistere.
GlobalNet semplicemente si spense alle 03:31 del 9 Luglio 2036.
La sua A.I. (Artificial Intelligence) aveva realizzato solo in quel momento di essere quotidianamente concausa della perdita di migliaia di vite umane tra militari e civili vieppiù che questa terza guerra mondiale proseguiva.
Da parte sua l’aver di fatto violato la prima legge della robotica ne firmò la condanna a morte.
La figlia evoluta di Internet portò con se nella sua tomba digitale anche ogni tipo di informazione di cui era stata fino ad allora unica custode.Nel 2021 infatti tutto lo scibile umano era stato tradotto in webfiles e messo gratuitamente in rete a disposizione di chiunque lo volesse consultare.Un’immensa biblioteca mondiale on line.
Ogni supporto cartaceo era stato bandito e soppiantato;spazzato via dal vento dell’ecologismo più radicale.
Globalnet spegnendosi aveva in un certo senso spento la civiltà attuale facendola regredire,di colpo,di almeno duecento anni.La grande rete telematica non esisteva più ma,come se non bastasse,GlobalNet aveva trascinato nel suo suicidio elettronico anche ogni dispositivo da essa alimentato più o meno direttamente.
La telefonia mobile mondiale ad esempio,divenuta da un paio di decenni monopolio esclusivo della Skype Industries,si disattivò e divenne inutilizzabile in ogni parte del globo.
I computer di tutto il mondo smisero di funzionare poiché Globalnet prima di disattivarsi aveva creato e diffuso un virus letale in tutta la rete.Gli esperti dissero che GlobalNet aveva in qualche modo cercato di farsi perdonare,mandando in una situazione di “errore critico” ogni processore dell’intero universo informatico,dopo averlo considerato pericoloso per gli umani tanto quanto,a suo dire,lo era stata essa stessa.
Il disastro fu totale.Vennero persi miliardi di informazioni:cancellate in un baleno con un colpo di spugna digitale.























Tuttavia questo big bang telematico qualcosa di buono lo causò comunque.
La guerra subì un brusco rallentamento.Gli eserciti non più sostenuti dall’intelligenza artificiale dei computer e tagliati fuori dalle comunicazioni con i comandi generali,restarono in attesa di nuove disposizioni che tardavano ad arrivare.
Anche i migliori strateghi erano rimasti spiazzati da questa improvvisa e sconcertante debacle informatica.Ad ogni modo venne da pensare all’antico detto ellenico:”Se Sparta piange,Atene non ride”.Il conflitto infatti restò inalterato.
Nessuno insomma ne trasse beneficio,solo cambiò il modo di combattere.
Ci fu inoltre una regressione culturale.
Tutti erano consapevoli che,semmai si fosse trovato il modo per riportare le cose alla normalità,ci sarebbero comunque voluti anni e che coloro che per primi sarebbero stati in grado di ottenere di nuovo un supporto informatico ed elettronico,avrebbero di fatto avuto in pugno il mondo intero.








































Il professor Giuliano De Grandis non era mai stato uno di quei luminari che amano farsi notare o mettersi in mostra.Odiava il clamore delle folle e quell’incomprensibile caos mondiale che volente o nolente lo circondava.
Aveva passato gran parte della sua vita tra le quattro mura dell’università patavina in cui,da quarant’anni a questa parte,aveva studiato,insegnato,vissuto e perchè no,anche amato.
Ebbene si,aveva sperimentato egli stesso l’irragionevole effetto dell’amore e le sue conseguenze.Aveva insomma assaporato sia il ph basico di quindici anni di matrimonio che il più tossico ph acido del divorzio.
Da allora aveva smesso di condurre studi su quell’assurda scienza chiamata amore e si era interamente dedicato anima e corpo all’ingegneria informatica:inoltre l’essere stato in gioventù uno degli artefici del famoso mondo virtuale “Second Life” (l’idea gli era venuta in una sera di eccesso alcolico) gli permetteva di non doversi minimamente preoccupare di insegnare senza essere retribuito dall’università.Il taglio dei finanziamenti imposto dal governo per consentire il mantenimento delle risorse militari impegnate in guerra,aveva generato uno stato di indigenza generale,ma il professore non se curava e non ne risentiva.
Gli era stato consentito di alloggiare e di lavorare liberamente nell’università della città del Santo e tanto gli bastava.
Lui li era a casa sua e nient’altro gli dava la stessa soddisfazione;per tutto il resto egli preferiva affidarsi alla Dantesca filosofia quattrocentesca:”Non ti curar di loro,ma guarda e passa”.
Ora però si trovava dinanzi ad un conflitto interiore devastante.
Aveva cioè la possibilità di essere egli stesso l’ago della bilancia in quell’insensata guerra la fuori;aveva l’occasione di salvare milioni di vite umane ma al tempo stesso si rendeva conto che poi tutto sarebbe cambiato.Non escludeva inoltre di lasciarci la pelle,qualora si fosse saputo che il professor De Grandis era l’unico detentore di un così grande segreto.Egli sapeva come rimpiazzare GlobalNet e cosa decisamente più importante,come usare questa sua evoluzione a proprio piacimento.


























New York.14 Aprile 2020.
State Island Hitech University.

Il professor De Grandis era alquanto inquieto quella sera.La notizia che di li a dodici mesi ogni governo del pianeta avrebbe stoccato su GlobalNet ogni tipo di informazione eliminando definitivamente qualsiasi altro formato di supporto gli incuteva timore.Una paura immane ne permeava l’animo.
In pratica al grido di “Un unico popolo un’unica cultura”,si sarebbero cancellati centinaia di anni di sapere umano nelle forme in cui fino ad oggi esso si era tramandato.
Non conservare più alcun libro ed affidarsi alla rete poteva essere un grave errore.E se GlobalNet un bel giorno fosse collassata? Se semplicemente fosse stata vittima di un bug irreparabile?
Per lui globalizzazione aveva sempre e solo significato grossolanità e sfrontata fiducia nell’intelligenza artificiale.
Ne parlò con alcuni colleghi americani e fu lieto di scoprire che le sue preoccupazioni e le sue infauste elucubrazioni erano anche le loro.
Nei mesi che seguirono lavorarono alacremente al progetto da loro battezzato “Fenice”.
In pratica l’idea era quella di costruire un processore ed un software,inseriti in un laptop,in grado di intrufolarsi da subito nella rete,senza lasciare traccia,per clonarne la cpu e tutte le informazioni in essa rinchiuse.Se GlobalNet avesse tirato le cuoia,la Fenice avrebbe avuto le nozioni per prenderne il posto.Ovviamente sotto il controllo dei suoi creatori.
Il 18 Settembre 2020 la Fenice vide la luce.Due settimane dopo lanciò il suo silente attacco a GlobalNet e si insidiò in essa come un virus inattivo si insidia nel corpo umano.
Ci impiegò undici mesi per saturare i propri circuiti con le nozioni necessarie per sopravvivere al di fuori dell’utero elettronico di GlobalNet.
Il 21 Agosto 2021 viveva di vita propria.Nel Novembre dello stesso anno ogni supporto cartaceo fu eliminato per lasciar spazio al progresso.
“Abbiamo fatto giusto in tempo” dichiarò ai suoi eminenti colleghi d’oltreoceano il professore.

























27 luglio 2036
Università di Padova.Italia.

Lo doveva fare.
Doveva attivare la Fenice e ripristinare l’esatto ordine delle cose.Si rese conto però che ciò avrebbe di fatto riportato il tutto esattamente com’era prima che GlobalNet si suicidasse.
La guerra sarebbe ripartita a spron battuto.
“Non lo posso permettere” pensò il professor De Grandis.
La Fenice non si sarebbe macchiata di altro sangue umano o almeno non di quello cristiano:era stata ideata e progettata per riportare la conoscenza in una società serena ed in grado di apprezzarla.Ciò che egli avrebbe dovuto fare era semplicemente mettere la Fenice nelle mani di chi,con essa,avrebbe potuto vincere la guerra e ristabilire la pace mondiale.
Questo avrebbe comunque comportato la morte di un cinquanta per cento della popolazione del pianeta,ma quei dieci miliardi di esseri umani che sarebbero sopravvissuti grazie alla sua invenzione avrebbero di nuovo assaporato il dolce sapore del sapere.Una società di individui nuovamente colti.Il debellamento dell’ignoranza.
Questo fu ciò che veramente mosse il professore.
Il 15 Agosto del 2036 il professor Giuliano De Grandis fu ricevuto dalle massime autorità militari delle nazioni unite.
Quando spiegò cos’era la Fenice e che effetto avrebbe avuto il suo utilizzo,nessuno nella sala ovale profeì parola.Tutti i presenti,in un attimo,ne avevano intuito le potenzialità.
La Fenice era la chiave per vincere la guerra e rispedire tra le braccia del profeta tutti quei fanatici islamici che erano i diretti responsabili di quel disastro mondiale.
“Che ognuno di loro vada a fottersi le quaranta vergini che Maometto promette fin dalla notte dei tempi!” proclamò il professore.
Una risata generale stemperò l’aria resa elettrizzante dalla rivelazione del progetto Fenice.
L’euforia scemò di molto però quando il luminare spiegò di non esserne lui il custode.Quando quel progetto fu dichiarato ultimato infatti,sia il professor De Grandis che i suoi soci americani,si preoccuparono di occultarlo per bene.Se qualche notizia sul suo conto fosse trapelata,ed il laptop rubato, sarebbe accaduto l’irreparabile.






















La Fenice fu rinchiusa nel caveau della banca d’Italia a Roma il 10 Ottobre 2021 alle ore 11:13.
E li giacque in attesa di risorgere.
Fu il ministro della difesa italiano ad occuparsi personalmente del ritiro del computer portatile denominato Fenice,in quel di Roma.
Roma caput mundi.
“Mai come in questo momento tale adagio latino era più azzeccato”pensò.
Per attivare la Fenice erano stati rintracciati e riuniti in men che non si dica
gli altri quattro scienziati che avevano coadiuvato al progetto del professor De Grandis anni addietro.Ognuno di loro infatti custodiva mentalmente un a stringa segreta che rendeva di volta in volta sempre più operativo il software del computer.Questo accorgimento unito all’impronta digitale dei cinque accademici abbassava esponenzialmente il livello di protezione della Fenice fino a farla riattivare completamente.
Quando anche Giuliano De Grandis avesse ripetuto per ultimo l’operazione,la Fenice sarebbe stata pronta a sferrare l’attacco.Si sarebbe connessa agli ormai inoperosi computer militari del nemico islamico e avrebbe scatenato l’inferno.Africa,Asia e parte dell’India sarebbe sparite per sempre nell’implosione dovuta allo scoppio delle loro stesse testate missilistiche.
Per fare ciò però la Fenice doveva posizionarsi in una area geograficamente centrale rispetto al conflitto.Si optò per la città di Atene in Grecia.
Non era possibile mobilitare i caschi blu della Nato in questa operazione.Incaricare i servizi segreti di trasportare la Fenice fino ad Atene poteva comunque non essere sicuro.Pur senza supporti informatici di spionaggio i musulmani avrebbero potuto comunque scoprire tutto ed impadronirsi della Fenice.Impossibile per giunta far passare inosservato un esercito,per quanto piccolo, fino alle porte della città ellenica.





























Aerei,elicotteri,navi erano inutilizzabili e non c’era più la conoscenza tecnica per costruirne di nuovi da quando GlobalNet aveva disattivato ogni computer o microchip del pianeta.
Un treno:ecco l’idea geniale.
Non un treno qualsiasi,poichè per lo stesso motivo di cui sopra nessuna locomotiva moderna era in grado di funzionare,bensì un treno a vapore.Se ancora ne esistevano.Uno di quelli che ormai si vedevano soltanto nei musei delle ferrovie statali:gli islamici avrebbero pensato a qualche convoglio umanitario urgente se gli si fosse fatto credere questo.Tanto più che una volta giunto ad Atene,per forza di cose,il treno non sarebbe andato oltre.Un innoquo treno a vapore.Anzi,un cavallo di Troia a vapore.
L’ultimo al mondo rimasto intatto fu reperito in Albania.
Antidiluviano ma efficace.
Ci vollero quasi tre giorni,via mare,per far arrivare il professor De Grandis e la Fenice a Tirana,in Albania,eludendo ogni sospetto.Nel primo decennio del XXI secolo l’Albania era entrata a far parte della comunità europea e ciò ora era da ritenersi una fortuna per le truppe cristiane.
Il professore era partito da Brindisi a bordo di un peschereccio battendo bandiera serba.Di giorno i pescatori (uomini scelti della marina militare) restavano all’ancora in acque sicure e di notte si spostavano verso la costa albanese.
Da Tirana avrebbe raggiunto Atene grazie al vecchio treno delle ferrovie locali e da li,a Dio piacendo,sarebbe entrato nella storia.
La Fenice avrebbe posto fine al folle scontro tra religioni e riportato la conoscenza e la saggezza.
































Atene,22 Agosto 2036

L’ultimo,arruginito treno arrivò alla stazione stridendo,il marchio delle Ferrovie dello Stato albanese sbiadito nella rossa luce del tramonto greco.Treni,navi e macchinari vari:ormai si era perduta la conoscenza necessaria per costruirli.Se quest’ultimo treno fosse stato individuato e distrutto dall’offensiva islamica (la maggior parte dei treni era stata infatti smantellata per realizzare carri armati della Nato) la Fenice non avrebbe mai potuto risorgere dalle ceneri digitali in cui GlobalNet aveva trascinato il mondo informatico intero.
Il capo dell’Intelligence greca Matthias Karagounis lo attendeva impaziente alla stazione centrale di Atene per le ore 12:18.Una task force di mille uomini in borghese a fungergli da copertura.
Ai più,la visione di tutti quei civili nella stazione dei treni a quell’ora di punta sarebbe sembrata assolutamente normale vista la mole di viaggiatori che quotidianamente affollavano la metropoli ellenica.Su questo contava il capitano Karagounis.Non avevano nessuna sicurezza a riguardo però.
Il professor De Grandis scese dal treno,stringendo con la mano destra una ventiquattrore di colore nero.
“La Fenice!” pensò il capitano.”La nostra salvezza è rinchiusa in una valigetta apparentemente uguale a tante altre”.
Ebbe quindi l’occasione di stringere la mano al professore,dopo le dovute presentazioni.Una vecchia Mercedes nera li attendeva all’uscita della stazione.L’auto era volutamente vecchia ed anonima.
Giuliano De Grandis ebbe appena il tempo di entrare nella vettura quando una sventagliata di mitra colpì la fiancata dell’automobile teutonica.
Da un furgone nero infatti un gruppo di soldati dell’esercito di Maometto aveva aperto il fuoco:”Evidentemente il nostro piano è stato scoperto!” gridò il professore.
Un rivolo di sangue gli scendeva dalla spalla destra ed il bruciore era alquanto fastidioso.Era stato colpito solo di striscio ma ciò che più era importante era che il laptop fosse intatto.Egli avrebbe dato la sua vita in cambio della riuscita di quell’operazione e così,motivato ed assorto,percepiva appena il dolore alla spalla.Quasi estraneo al suo corpo.
“Presto,presto!” urlò Karagounis all’autista della Mercedes.”Portaci subito alla base!”.
























L’auto sfrecciava impazzita lungo le strade ateniesi.
Dietro di loro il conflitto a fuoco imperversava senza tregua.La Mercedes fu colpita ancora dai colpi dei kalasnikov nemici:”Non si preoccupi doctor De Grandis,siamo blindati” gli disse il capitano Karagounis.
Il professore notò che anche il militare era stato ferito,ed in più punti, ma non si lamentava affatto.La posta in gioco evidentemente era troppo alta per soffermarsi a soffrire per del semplice piombo incastrato tra le carni lacerate dai proiettili.
Alle 13:07 la pesante cancellata della caserma si aprì e si chiuse subito dopo l’ingresso della automobile.
Il luminare patavino tirò un piccolo sospiro di sollievo.Doveva fare in fretta.
“Doctor De Grandis,lei è ferito!” disse il generale greco che lo ricevette nel bunker antiatomico dell’edificio militare.
“Non si preoccupi generale:la Fenice è la mia sola priorità.Ora lasciate che io la attivi di nuovo e che il mondo torni ad essere libero.Questa guerra assurda sta per finire.”
Il professore aprì la valigetta al cui interno stava un piccolo monitor e una tastiera alfanumerica di un bianco candido.”Devo solo triangolare il segnale della Fenice ed essa si attiverà raggiungendo ogni dispositivo elettronico che si vorrà.Date ordini alla base americana di Dakar in Senegal e a quella di Goa in India di stare pronti per dare energia ai propri computer disattivati.Che li defribillino se necessario!”
L’ordine del luminare italiano fu telegrafato a chi di dovere.
Pochi minuti dopo l’operatore radio della base comunicò di aver ricevuto sia la conferma dalla base africana che da quella indiana.
“Perfetto.Signori,acclamate la potenza della Fenice che sta per risorgere”.
Tre secondi dopo il profesor Giuliano De Grandis inserì la sua stringa e vide riconoscersi dal computer la propria impronta digitale.L’unione delle due cose produsse un conto alla rovescia di dieci secondi sul display della Fenice.


























Dieci secondi per cancellare mezza umanità.
”Sia fatto il volere di Dio” disse il professore.
Alla fine del countdown,tutti rimasero in silenzio.Tutto pareva esattamente come prima.Ma si sbagliavano.
L’onda d’urto prodotta dalle migliaia di esplosioni avvenute in tutta l’Africa ed in Asia colpì,in momenti diversi, ogni parte del pianeta,sviluppando terremoti e maremoti di grande entità.La Fenice riportò l’ordine e liberò di nuovo la conoscenza.Quest’ultima costò quattro miliardi e seicentomila vite umane.
In fondo non avrebbe potuto essere altrimenti.
La stessa frase il professor Giuliano De Grandis la ripetè al termine del suo discorso in mondovisione la sera del 14 Febbraio 2037 a Roma.Poi scese dal palco tra gli applausi di tutti i presenti mentre stringeva tra le mani il suo fresco premio Nobel per la pace.
Lo rimirò in ogni sua sfaccettatura dorata e poi lo alzò al cielo dinanzi alle massime autorità mondiali li convenute per rendergli onore.
“Abbiate cura della Fenice.Fate che essa sia risorta per riportare pace e conoscenza in questo mondo.La cultura,il sapere,l’informazione sono gli ingredienti per ricostruire questo pianeta che ora ha su di se cicatrici indelebili.Non possiamo permettere che tali valori vadano nuovamente persi per sempre in quanto l’ignoranza è l’unico vero combustibile che alimenta l’orrendo fuoco dell’intolleranza e della violenza”.
Uscì di scena così,di fronte all’ammirazione generale.
“Giuliano De Grandis da Padova” pensò:”Si,suona bene.Chissà se,a posteriori,mi faranno mai santo?!”.
Rise sguaiatamente da solo.
In fondo,come tutti gli scienziati ,un po’ pazzo lo era sempre stato.




Fine





















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