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1) ...scoprire di avere un Enfisema Polmonare e non poter più andare a ballare causa il troppo fumo passivo...
2) Sapere che la sera prima sei tornato a casa ubriaco spolpo portato su di un carello della spesa...e che + di 50 persone il giorno dopo ti guardano con un sorrisino da deficenti perchè erano presenti al momento del misfatto

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2) il conto alla rovescia degli esami da fare
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giovedì 8 dicembre 2005 - ore 12:56


A.I.S. - sono un’amante del bere bene
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ieri sera ho parlato un po’ con il presidente veneto dell’A.I.S.. Che mito di uomo. Cmq il post lezione del corso di sommelier si sta trasformando nell’anonima alcolisti. Che bevute dopo lezione. Non posso andare avanti così. Adesso ho deciso che fino a domenica devo bere il minimo essenziale.oggi uno spritz,domani na birretta,sabato niente. Mah.

Lunedi scorso ho degustato 13 brunelli e x di più ho chiuso cn un bicchiere di whisky talisker. Il giorno dopo ero distrutto.

AD OLTRANZA !!!!!!

dovrei trovare una donna che mi faccia smettere di bere oppure anche lei sia un’amante del bere bene.




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giovedì 1 dicembre 2005 - ore 21:33


Ahahah che sommelier che sono
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ieri sera ho distrutto un povero cameriere facendomi cambiare due bottiglie di vino. Una xke sapeva da tappo e Una xke ha sfaldato il tappo.Sono esigente !!!! Ahahahaha evviva i sommelier !!!!! Adesso devo trovare un jereboam di champagne x una mia amica !!!! Mi piacciono queste sfide .... Va a finire che mi butto nel settore enologico !!!!

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lunedì 28 novembre 2005 - ore 13:37


Alla fine ...
(categoria: " Università / Scuola ")


Penso che sceglierò il master di logistica così anch’io passerò x lo IUAV ...

Motivazioni dell’intervento formativo
Le motivazioni dell’intervento formativo sono molteplici. La principale deriva dall’esigenza di sviluppare forti competenze professionali (skill) nel settore della logistica e del trasporto inteso come settore “strategico” per la competitività delle imprese e dunque legato a obiettivi di sviluppo economico del territorio.
La competitività delle imprese e del tessuto economico-produttivo di un territorio si giocano attualmente non più solamente su quelle che sono state le tipiche strategie degli ultimi decenni (strategia produttiva prima e di marketing poi), bensì in maniera sempre più accentuata sulla capacità di “creare valore". Gli elementi che costituiscono tale valore fanno oggi riferimento in misura prevalente a connotati di “servizio”, oltre che a fattori di qualità e di prezzo. La capacità, in particolare, di fornire un livello di servizio adeguato alle esigenze dei mercati minimizzando il consumo di risorse (economiche, territoriali, ambientali) viene a dipendere criticamente dall’organizzazione di un efficiente ed efficace sistema logistico e di trasporto. Da questo punto di vista, perciò, i settori della logistica e del trasporto vengono ad assumere una connotazione strategica legata alla generazione di valore aggiunto sul territorio. Non bisogna dimenticare infatti che - come rilevato da stime Confetra - i costi logistici pesano sui prezzi di vendita del prodotto in media per il 20%, con punte del 31% nel settore alimentare.

L’organizzazione di un sistema logistico richiede tuttavia una visione “integrata” dei flussi fisici ed informativi che lo costituiscono, il che molto spesso contrasta con una visione – ancora in buona misura prevalente – “settoriale”, sia a livello macro (territoriale) che a livello micro (aziendale), dove le diverse componenti di flusso e di stock vengono ad essere gestite – ed ottimizzate - in modo separato. Da questo punto di vista, infatti, va rilevato come siano ancora relativamente poche le reali esperienze di un approccio logistico sistemico nella cultura pianificatoria, e ciò vale in particolare nell’area del Nord-Est, dove troppo spesso vengono denominate "logistiche" certe esperienze che rimangono di fatto basate sulla tradizionale gestione "per funzioni".

Tutte queste motivazioni – logistica e trasporto come funzioni strategiche legate alla competitività e sviluppo economico del territorio e visione sistemica ed integrata delle componenti di stock-flusso – configurano la necessità di percorsi formativi che pongano il problema innanzitutto in termini “culturali”: esse infatti richiedono, come condizione propedeutica alla pur necessaria padronanza di tecniche, strumenti e metodologie specifiche, un radicale cambiamento culturale nell’analisi, pianificazione e gestione dei sistemi di logistica e trasporto. Si devono sviluppare dei percorsi che, attraverso un approccio strategico e sistemico-integrato, forniscano agli studenti quei necessari strumenti operativi in grado di concretizzare il potenziale di competitività e sviluppo economico di un certo territorio.

Si tratta, in particolare, di percorsi formativi che devono mirare allo sviluppo di figure professionali, operanti a diversi livelli nel settore privato e pubblico, in grado di farsi interpreti delle esigenze della domanda ed offerta del mercato dei servizi logistici in un’ottica territoriale. Dal lato domanda, si tratta di essere in grado di leggere, pianificare e gestire le numerose esigenze territoriali provenienti dal tessuto economico-produttivo delle imprese. Più specificamente, si tratta di esigenze inerenti alla valutazione delle diverse opzioni e rischi legati alla gestione delle attività di logistica e trasporto, in una logica evolutiva che va dalla necessità di un’integrazione “interna” dei processi (funzione logistica in senso stretto) all’esigenza di un’integrazione “esterna”, in un contesto multi-attoriale di ricerca sinergica della competitività con i soggetti strategici di tutta la catena logistica (Supply Chain Management).

Dal lato dell’offerta vi è l’esigenza di sviluppare conoscenze e competenze professionali in riferimento alle diverse problematiche gestionali e pianificatorie di quei soggetti che offrono professionalmente i servizi logistici e di trasporto necessari alle imprese per la loro competitività (third party logistics). Ciò vale tanto più al giorno d’oggi di fronte al forte sviluppo del fenomeno del c.d. outsourcing, ossia la terziarizzazione di una serie sempre più completa di funzioni logistiche e di trasporto ad operatori specializzati. Si stima che il settore della logistica integrata per conto terzi stia crescendo del 15-20% all’anno nei paesi industrializzati. Lo sviluppo dell’e-commerce sta inoltre ulteriormente accelerando questo processo.

In definitiva, in una accezione strategica e sistemica, vi è l’esigenza, al fine di aumentare la competitività del tessuto economico e produttivo di una certa area territoriale, di formare delle figure professionali che siano in grado sia di conoscere, valutare e sviluppare i processi logistici degli attori territoriali, che di sviluppare capacità gestionali riguardo all’offerta di servizi logistici adeguati. In particolare, l’esigenza di sviluppare una “cultura” della logistica e del trasporto, oltre alla padronanza degli strumenti di analisi, pianificazione e valutazione, è sentita, in special modo oggi, anche nel settore pubblico, specificamente nei diversi enti pubblici deputati alla pianificazione nel settore del trasporto merci a scala territoriale, dove troppo spesso le politiche si dimostrano inefficaci in quanto legate ad una lettura strettamente urbanistico-infrastrutturale dei sistemi logistici che trascura le logiche di funzionamento interno. Ancora, a motivo della complessità intrinseca della gestione delle attività di logistica e Supply Chain Management, si rendono necessarie delle figure professionali orientate alla consulenza logistica, settore questo in continua espansione.
indice

Obiettivi formativi e potenzialità occupazionali
Il settore della logistica e del trasporto, inteso come risorsa strategica per la competitività delle imprese e del territorio, rappresenta attualmente uno dei settori economici più dinamici ed innovativi. Tuttavia, a fronte di un crescente sforzo formativo promosso in questo campo da altri paesi (europei e non) in rapporto alle forti esigenze occupazionali e professionali espresse dal tessuto economico-produttivo, il nostro paese tende ancora a segnare il passo. Il dinamismo del settore, particolarmente accentuato in aree come il Nord-Est, si scontra spesso con i forti deficit di cultura logistica e trasportistica e di preparazione professionale specifica nel settore, ciò che determina una indubbia perdita di competitività del territorio.
L’intervento formativo mira quindi, nelle sue componenti di didattica, studi di caso e stage a dare un contributo significativo per colmare tale gap di competitività, fornendo ai partecipanti competenze altamente qualificanti che costituiscono i requisiti essenziali per una carriera di elevato livello nel mondo degli operatori privati e pubblici. Il percorso si caratterizza innanzitutto per una forte strutturazione didattica centrata su una faculty mista formata da docenti universitari e da numerosi esperti esterni di elevato profilo, in grado, da un lato, di fornire agli studenti il necessario bagaglio culturale e la necessaria strumentazione metodologica (didattica tradizionale), e, dall’altro lato, di “portare in aula” l’eccellenza delle esperienze del settore (studi di caso, seminari, ecc.). Ulteriore elemento caratterizzante è rappresentato dallo stretto legame con un numero selezionato di partner esterni realmente coinvolti nelle attività formative e professionalizzanti, in particolare per quanto che concerne l’organizzazione degli stage. In questo modo il percorso formativo costituisce, in un’ottica di formazione continua, un “ponte” tra il mondo della formazione universitaria ed il mondo delle imprese fornendo ai partecipanti un elevato livello e contenuto formativo che li rende idonei a perseguire un percorso professionale di alto profilo.

Le conoscenze sviluppate faranno riferimento principalmente a:

i sistemi di logistica e di trasporto negli aspetti economici, pianificatori, funzionali ed infrastrutturali;
i processi di integrazione tra gli attori della catena logistica (supply chain management);
i processi di internazionalizzazione dei sistemi produttivi in un contesto di globalizzazione;
gli aspetti assicurativi e giuridici legati ai sistemi di trasporto;
il ruolo delle nuove tecnologie (ICT) nei sistemi logistici e di trasporto;
le dinamiche specifiche dei sistemi logistici nel settore della grande impresa, dei distretti e delle piccole e medie imprese (PMI);
il legame tra i settori della logistica e del trasporto ed il contesto ambientale.
Le competenze acquisite si riferiranno a: ica di compatibilità ambientale.
Il bagaglio formativo permetterà a coloro che avranno conseguito il titolo di Master di perseguire carriere professionali qualificate nei seguenti contesti:

imprese industriali e commerciali: pianificazione, organizzazione e gestione delle strategie della direzione logistica nell’ambito delle attività della supply chain;
imprese di servizi di trasporto e di logistica integrata (operatori logistici specializzati): pianificazione, organizzazione e gestione di una gamma di servizi sempre più diversificati (trasporto, magazzinaggio, gestione scorte, information technology, ecc.) per le imprese produttive e commerciali;
imprese di servizi (compagnie assicurative, ecc.): gestione delle problematiche connesse ai rischi del trasporto;
organismi pubblici con finalità istituzionali relative alla pianificazione e valutazione a livello territoriale nel campo dei sistemi logistici e di trasporto merci: analisi e pianificazione della competitività di aree territoriali dal punto di vista dell’organizzazione dei sistemi logistici e trasportistici in un’ottica di sostenibilità ambientale e valutazione delle conseguenti azioni di politica ai diversi livelli per lo sviluppo economico;
organismi pubblici e privati, istituti e centri di ricerca, società specializzate nella consulenza relativa alle attività di logistica e di trasporto: supporto alle decisioni in ambito privato e per gli organi politici e pianificatori attraverso la realizzazione di studi e ricerche con forte ricaduta applicativa.

Organizzazione delle attività didattiche e formative
Il Master di durata annuale e si articola, per un totale di 1.500 ore, nelle seguenti attività:


didattica organizzata (frontale, studi di caso, seminari, visite tecniche, ecc.): 30 CFU
stage: 24 CFU
prova finale: 6 CFU
per un totale di 60 crediti formativi universitari. La ripartizione del monte ore totali in ore di didattica frontale e lavoro individuale è indicato nel piano dei CFU allegato.
Il corso è strutturato in otto moduli fondamentali. Ogni modulo, coordinato da un responsabile, viene sviluppato mediante un formato di didattica frontale centrato sui principi di base e gli aspetti e strumenti metodologici e da una serie di approfondimenti operativi attorno a studi di caso, seminari e visite tecniche. Il corpo docente è formato sia da docenti universitari che da esperti esterni qualificati (dirigenti, consulenti, ecc.) nel campo dei trasporti e della logistica.
L’articolazione per moduli è la seguente:

Modulo I : “Principi ed elementi fondamentali di logistica” (3 CFU)
Modulo II: “Il Supply Chain Management” (5 CFU)
Modulo III: “Il sistema dei trasporti” (5 CFU)
Modulo IV “L’internazionalizzazione dei sistemi produttivi” (4 CFU)
Modulo V: “Logistica, ICT e nuove tecnologie” (3 CFU)
Modulo VI: “La logistica delle grandi imprese” (3 CFU)
Modulo VII: “Distretti e logistica delle PMI” (3 CFU)
Modulo VIII: “Logistica e sostenibilità” (4 CFU)
Le attività didattiche si sviluppano nel periodo gennaio-luglio 2006 durante i week-end (venerdì giornata intera e sabato la mattina). E’ richiesta una frequenza pari ad almeno il 75% delle ore di didattica che viene rilevata attraverso la compilazione di appositi registri. Per ogni modulo è prevista una verifica finale. Il direttore del master e i responsabili dei moduli, nonché i tutors, garantiranno una presenza costante durante il periodo di didattica, concordando con i partecipanti gli orari di ricevimento.
Successivamente (periodo settembre - novembre 2006) è previsto un periodo di stage. I partecipanti svolgono il periodo di stage presso imprese ed enti pubblici e privati (partner del progetto formativo) e sono supportati da un tutor aziendale ed il tutor del master. Per i partecipanti occupati il periodo di stage assume la forma di un progetto on the job supportato dai responsabili del corso. Il risultato complessivo delle attività formative si traduce in un elaborato finale (tesi di master) concordato con i responsabili del master.
Le attività formative sono organizzate in collaborazione con numerose realtà tra cui AILOG, Steer Davies Gleave, Transport Planning and Service, Alcoa Trasformazioni, gruppo COIN, Benetton Group, Lloyd Triestino, Permasteelisa, Assicurazioni Generali Spa, Zanardo Servizi Logistici srl. E’ prevista attività di placement.




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martedì 22 novembre 2005 - ore 20:13


New Entry
(categoria: " Vita Quotidiana ")


MASTER IN FOOD MARKETING E COMUNICAZIONE DELL’IMPRESA AGROALIMENTARE A PARMA FATTO DA IFOA. FORSE POTREI RICEVERE IL FINANZIAMENTO DELLA REGIONE.
DOVREI ANDARE DUE MESI A PARMA PERO’.

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mercoledì 16 novembre 2005 - ore 18:12


Domani
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Domani altro colloqui per un altro master. Questo tratta di logistica per l’internazionalizzazione d’impresa.
Proviamo anche questo va.

Voi che dite: commercio internazionale (sempre se passo) o logistica ??? bo

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martedì 15 novembre 2005 - ore 10:10


Oggi ...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi ho effettuato il primo colloquio x entrare ad un master in commercio internazionale.
Vedremo gli sviluppi ...


Cmq nn vado a passaparola. Devo studiare x diventare sommelier

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giovedì 10 novembre 2005 - ore 18:31


Alè
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sono stato selezionato x i provini di passaparola.
Dovrei andare a Milano la prossima settimana.
Pensa ti !!!

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mercoledì 9 novembre 2005 - ore 15:32


Domanda ...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ma uno che si prende un doccia schiuma al marzapane che tipo è ???

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venerdì 4 novembre 2005 - ore 19:27



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Per la serie "avanti a whisky" oggi ho assaggiato questo fantastico whisky torbato che ve lo consiglio. un po’ piu duro rispetto al precedente sebbene le due gradazioni siano differenti. Molto piu morbido il Lagavulin 12yo.



Ardbeg 10

La distilleria Ardbeg iniziò la sua attività nel 1798 anche se divenne attiva commercialmente nel 1815.
Prima di tali date la località era presidiata da distillatori-contrabbandieri.
La storia di Ardbeg, simile ad altre distillerie, è ricca di avversità, cambi di proprietà e chiusure per vario tempo.
L’acquisizione da parte di Glenmorangie Plc ha ridato molte speranze e fiducia ai cultori di questo prodotto.
Ardbeg si presenta sul mercato con una nuovissima ed importante versione del “10 anni”, non filtrato a freddo ed imbottigliato a gradazione relativamente alta, 46°.
La distilleria è fornita di due soli alambicchi, uno per ciascuna distillazione.
L’acqua torbata giunge in distilleria dai Lochs Arinambeast e Uigedale.



Ardbeg Single malt whisky 10 years old
10 years old
Gr. 46
Colore: giallo paglierino carico.
Aroma: molto torbato, malto, cereali, lieviti, toffee e cioccolato, fenoli, affumicato, scatola di sigari, estratti, pomodoro.
Gusto: molto ampio, molto torbato, ricco, medicinale, agrumi, marmellata di arance amare, fondi di caffé, liquirizia.
Retrogusto: molto persistente, affumicato, malto, termina con gusto sapido.
Prezzo: € 29,17 (IVA esclusa)





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domenica 30 ottobre 2005 - ore 18:03


Autoregalo
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ieri mi sono autoregalato x il mio status di disoccupato una bella bozza di whisky. Si tratta di un

Lagavulin 12 natural cask strength

Questo speciale whisky, invecchiato sulla riva dell’Atlantico, nell’isola di Islay in barili accuratamente selezionati, è un’ottima occasione per degustare un Lagavulin giovane e quindi con caratteristiche aromatiche intense e complesse, certo meno etereo rispetto al classico 16 anni, che ha una maggior permanenza in botte e quindi un più lungo contatto con il legno, ma proprio per questo la versione 12 anni ci offre l’opportunità di comprendere come un prodotto seppur giovane racchiuda in se le note tipiche che hanno reso così famosa la distilleria di LAGAVULIN.
Inoltre "natural cask strength" ci dice che non viene filtrato a freddo prima dell’imbottigliamento e che la gradazione espressa è quella che troviamo nella botte al momento dell’imbottigliamento .

Questo ci consente sia di bere un prodotto naturale, sia di poterlo assaggiare nel sua pieno vigore a 58° oppure, di aggiungere acqua naturale a piacere per portarlo alla gradazione alcolica desiderata.

Lagavulin, fondata nel 1816 sulle rovine di un’altra distilleria, direttamente in riva al mare di fronte al Castello Dunyvaig, ha avuto diversi proprietari tra i quali, nel 1890 Peter Mackie, uno scozzese particolarmente intraprendente che diede grande impulso alla distilleria.
Di fatto Lagavulin divenne base importante del White Horse un blended whisky di grandissima fama mondiale.

Originariamente e fino al 1989 Lagavulin era imbottigliato dopo 12 anni come single malt.
Dopo tale data si decise di includere questo prodotto nella prestigiosa gamma dei Classic Malts con 16 anni di invecchiamento.

Lagavulin 12 natural cask strength
imbottigliato appositamente nel 2002.
single malt 12 years old
Gr. 58
Colore: giallo paglierino.
Aroma: sentore di fumo e legno bruciato, floreale, ribes rosso e tracce di fenoli .
Gusto: morbido, oleoso, leggero, dolce e fresco, molto fumoso se bevuto liscio, biscotti, tè Assam. Con l’aggiunta di acqua modifica il gusto in acidulo e sapido.
Retrogusto: ricco di fumo torbato alla “Lagavulin”, leggermente fruttato e di lunghissima persistenza.
Costo: 70 euro.



Mi chiedo sono diventato un alcolizzato ???




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