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lunedì 27 dicembre 2010 - ore 16:12


sai cos’è un piumino?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


tu non sei il tuo lavoro, diceva tyler.
vero, dico io. tu non sei il tuo lavoro. ma tu sei anche il tuo lavoro.
c’è un momento, la sera, quando torni a casa e smetti di essere il tuo lavoro. smetti di essere l’operaio, l’impiegato, il cuoco, la cameriera il professore. infilarti le penne nel culo non fa di te una gallina. smetti di essere quella persona e torni ad essere te stesso. quel momento è quando spegni la macchina e stacchi le chiavi. tu non sei il tuo lavoro. in quel preciso istante smetto di essere una studente e una cameriera. e mi ricordo chi sono. torno ad essere quello che sono sempre stata. figlia, sorella e amica. con una totale passione assoluta per la musica e un’assurda bulemia letteraria. quella che ha il senso dello humor inglese e lo capisce solo lei. la regina delle cause perse e delle frasi col doppio senso. delle volte me lo dimentico.
per questo, ieri sera, finito lavoro ho spento la radio e sono rimasta in macchina qualche minuto. c’era solo buio e silenzio. non ero triste.
credo solo che, delle volte, sia il caso di fermarsi un attimo a pensare chi sei davvero. tu non sei il tuo lavoro. pensare a quello che ti piace fare, con chi ti piace stare, di cosa ti piace parlare. tutte cose che, probabilmente, nel lavoro non puoi fare o non puoi essere. tu non sei il tuo lavoro. e poi, tutti fingiamo un pò, avvolte per dovere, altre per comodità. anche nella vita.
io vado a lavoro sempre di sera. ogni tanto mi capita di vedere, nel parcheggio di un condomio vicino a dove lavoro un uomo. ha una punto rossa, modello vecchio. lo vedo arrivare, spegnere la macchina e restare lì, qualche minuto. tu non sei il tuo lavoro. forse anche lui si dimentica chi è. o forse, quello che lo aspetta dopo, non è quello che ha sempre desiderato per la sua vita. non so. magari un giorno mi fermo e gli metto un post it sul tergicristallo. con scritto cosa, probabilmente lo sapete già.
quello che non vi serve sapere, è cos’è un piumino.



e la prossima volta che andate in ristorante, pensaci due volte prima di fare il simpaticone con la cameriera.

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venerdì 8 ottobre 2010 - ore 16:05


voglio proprio vedere cosa diranno in tv
(categoria: " Vita Quotidiana ")


ieri mi ha chiamato la veggente.
ha decretato che si è sognata la mia morte.
in pratica eravamo io e lei in spiaggia per preparare una festa per la sera. a un certo punto io sono andata sugli scogli per prendere non so cosa e sono caduta in acqua in questa specie di fiume che poi arrivava al mare.
ha detto che l’acqua era limpida quindi mentre mi trascinava via lei mi vedeva e io avevo un ombrello nero chiuso in mano. lei ha iniziato a urlare ed è arrivata della gente che voleva salvarmi. sul più bello che stavo per essere salvata e avevo quasi la testa fuori dall’acqua è diventato tutto buio. così, all’improvviso che nessuno ha visto più niente e io sono annegata.

inquietante, no?.

TEATRO DEGLI ORRORI
Scende la notte





(io ho sempre pensato che sarei morta giovane. ci vediamo all’inferno.
mi trovate al bar, a smezzarmi una bottiglia di Jack con kurt.)





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martedì 28 settembre 2010 - ore 16:51


coi buoni propositi non si va da nessuna parte.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


l’estate è finita, settembre ci stà portando via con sè.
niente di rilevante, in questi mesi. solite cose, solito cazzeggio, soliti amici deliranti. lo sballo è stata la parola d’ordine ergo ci sono almeno cinque o sei bar in cui mi conoscono per nome, quando entro mi chiedono "il solito?" e conosco almeno venti persone che girano nei dintorni, ubriaconi pazzi compresi.
credo che il passo successivo sia il sert.


detto questo ho ricominciato anche con la scuola.
solite cose anche lì, solite battute loffie che mi fanno in qualità della comunistella della classe. tipo ieri sera siamo andati nell’orto botanico:-oh laura ma le piante a 7 punte sono dietro là?andiamo a vedere? ahahah le matte risate. poi niente. salvia menta erba cipollina ecc ecc. tutte cose che dovremmo andare a procurarci da soli di notte. ho detto al prof che se pensa che io d’inverno, di notte, mi aggiro da sola per l’orto è completamente pazzo. tutto questo per arrivare a cosa? beh. c’era lo zafferano.

forse molti non ne sono a conoscenza ma lo zafferano è una pianta molto particolare che decide da sola dove vuole cresce e in che tempi maturare. inoltre, per ricavarne il frutto ci vuole una pazienza infinita e un lavoro manuale accurato. il frutto poi si conserva e in genere non ha mai scadenza, nel senso che se ben conservato dura un sacco di anni. a quel punto io mi sono chiesta...costerà anche come l’oro ma...
a che mi serve una cosa che la metto lì e quasi non me ne ricordo, né quando cresce né quando stagiona? che la vedo spesso ma quasi non me ne curo? che vive di vita propria, decide da sè, che sta lì un’eternità e rimane lì e si fa forte, a che mi serve?
poi ho pensato a due o tre amici.

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mercoledì 7 luglio 2010 - ore 16:24


IO HO VISTO I PEARL JAM
(categoria: " Vita Quotidiana ")


penso che avvolte la fortuna giri.
e penso che ho fatto qualcosa di buono per avere un regalo del genere dal destino.
in pratica siamo arrivati alle 9.30, abbiamo trovato un buco per la macchina a cinquanta metri dall’entrata, siamo andati a lato dell’entrata principale e un tipo ci ha fatti entrare dopo che gli ho semplicemente detto "è che siamo senza biglietto e vorremmo entrare".
e poi il resto è ovvio. come al solito ho fatto le mie scene di pseudo pianto, cantato da perdere la voce pogato e ballato come una pazza.

credo che questa sarà una delle storie che racconterò tutta la vita perchè se mi chiedono com’è stato te li so definire in una sola parola: IMMENSI.

PEARL JAM - BLACK

I know someday you’ll have a beautiful life, I know you’ll be a star
In somebody else’s sky, but why
Why, why can’t it be, why can’t it be mine





perchè sono proprio fiera di avere le tue parole sulla mia pelle


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giovedì 24 giugno 2010 - ore 03:16



(categoria: " Vita Quotidiana ")


ci si abitua a tutto.
eh già. in fondo, ci si abiuta a tutto, anche a questo.
e avrei proprio bisogno, di urlarlo, con voi.
che restare immobile non mi salverà.


LINEA 77 - VERTIGINE

Mi sono chiuso in quattro mura,
Giù in città,
Dove tutto non è mai abbastanza.
Nottate insonni a cercare sicurezze che
Danno solo una parvenza di stabilità.
Ora dimmi che non avrò paura,
Che quando sarò solo non avrò il timore di cambiare.
Ora dimmi che troverò la strada,
Che sarà tutta mia,
Lontana dal fondo in cui mi trovo.
La pelle che brucia,
Il respiro si spezza,
Cuore che pompa sangue e paura:
Vertigine..
Io non sono mai stato qui.
E cammino a testa bassa, nell’incertezza
Che mi porto sempre affianco.
Falsa e vigliacca mi consiglia
L’ennesima rinuncia, l’ennesima condanna
A un sogno appena accennato.
Ora dimmi che non avrò paura,
Che quando il buio arriverà sarò pronta a guardarmi in faccia.
Ora dimmi che non sarò da solo,
Che tenderai la mano per salvarmi
Dal vuoto in cui mi trovo.




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martedì 22 giugno 2010 - ore 05:05



(categoria: " Vita Quotidiana ")


che alla fine ci siamo resi conto che non può essere più di tanto colpa del caldo.

perchè ho scambiato il tramonto con l’alba. mi piace fare questa vita, nonostante mi lamenti più o meno sempre di tutto e di tutti. perchè, alla fine, se ce l’hai con tutto e con tutti il problema non sono tutti e tutto. il problema sei tu. e la tua indecisione sul da farsi. che dalle certezze è difficile staccarsi ma il bello deve sempre ancora venire. che aspettare che la vita suoni il citofono è inutile. che è meglio sbagliare duecento volte e altre duecento ancora. e mi dispiace quasi averne una sola, di vita. per le cose che non è più il tempo di fare e che, anche riprovandole, non avrebbero lo stesso gusto. che i vecchi hanno ragione. la gioventù esiste per crearti dei ricordi con cui vivrai per il resto della vita. che poi, anche dopo anni, mi dicono che sono sempre la stessa e sorrido. perchè allora è vero, che non si cambia mai. che resto negli occhi di ieri. che l’oggi deve valer la pena dell’essere vissuto.
che domani siamo solo di passaggio. e chissà se pioverà.



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giovedì 20 maggio 2010 - ore 15:01


against the rules
(categoria: " Vita Quotidiana ")


23 anni e un tatuaggio nuovo.
non metterò mai la testa apposto, cazzo.



Everyone I come across in cages they bought
they think of me and my wandering
but I’m never what they thought
got my indignation but I’m pure in all my thoughts
I’m alive...

Wind in my hair, I feel part of everywhere
underneath my being is a road that disappeared
late at night I hear the trees
they’re singing with the dead
overhead...

Leave it to me as I find a way to be
consider me a satelite for ever orbiting
I knew all the rules but the rules did not know me
guaranteed...



_Eddie Vedder_

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mercoledì 12 maggio 2010 - ore 00:57


esattamente così.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Forse le cose stanno esattamente così: quelli che vale la pena di amare veramente sono quelli che ti rendono estraneo a te stesso. Quelli che riescono a estirparti dal tuo habitat e dal tuo viaggio e ti trapiantano in un altro ecosistema, riuscendo a tenerti in vita in quella giungla che non conosci e dove certamente moriresti se non fosse che loro sono lì e ti insegnano i passi, i gesti e le parole: e tu, contro ogni previsione, sei in grado di ripeterli.

grazie.

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mercoledì 5 maggio 2010 - ore 00:29



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sometimes I cannot take this place.
Sometimes it’s my life I can’t taste.
Sometimes I cannot feel my face.
You’ll never see me fall from grace

KORN - freak on a leash




quando resti senza difese, l’unica che puoi fare è allontanarti.





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martedì 20 aprile 2010 - ore 02:25


whisky e marijuana per abbattere il sistema.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


lunedì scorso ero seduta in una sala prove di un garage della periferia milanese con cinque sconosciuti che mi hanno pure dedicato per intero le prove. un concerto personale dedicato alla tatuata e a me. fantastico. è una di quelle cose che ricordi per sempre. ero finita. reduce da una giornata fatta di cultura di arte di libri.di lacrime davanti ai ritratti di schiele. di foto al candelabro del duomo. di risate col commesso metallaro -che cazzo alza che questi sono i korn dio caro!-. di sushi al settimo piano della rinascente. e poi loro. che quali sono i tuoi 3 gruppi preferiti? i rage, i nirvana e i pearl jam. e solo per questo me lo sposerei. i milanesi ammazzano il lunedì sera.

e poi il resto. il nido del cuculo e il fatto che i matti a me son sempre stati simpatici. i mercoledì di chiacchere. il lavoro e il mio minacciare perenemmente il cuoco con il coltello. e i tanti alcolici. l’essere antiborghesi e le birre rubate bevute sul ponticello. ed io, che per una volta parlo davvero. ed il risultato, che già lo sapevo. e che, ogni volta, mi aspetto che non sia così. mi sbaglio sempre. fottuta gente del cazzo porca troia smettetela di riempirvi la bocca con parole inutili. che tanto alla fine si sa ognuno vive per se stesso e per le sue cazzo di robe. e basta. nella realtà le belle parole non esistono. nei fatti non vi ritrovo. l’ho capito già da tempo, ma un po di illusione mi era sempre piaciuta averla nella vita, e nel cuore. ma ora mi sono profondamente rotta il cazzo. questa è una nuova fase. la nuova Era. quella della disillusione. da tutto e da tutti. e poi, come direbbe tayler: "È solo dopo aver perso tutto, che siamo liberi di fare qualsiasi cosa".



WHAT YA SAY, WHAT YA SAY, WHAT YA SAY, WHAT?!
I’m Calm Like A Bomb!


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