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ORA VORREI TANTO...



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La libertà di ciascuno finisce dove comincia quella degli altri


lunedì 21 luglio 2008 - ore 11:07


Transcivetta 2008
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Spettacolare, sensazionale, emozionante .. distruttiva!!!

Oggi gambe dure e acido lattico a tanfon .. ma ieri abbiamo stampato un 3h45’ da urlo!

Abbiamo tirato giù quasi mezz’ora rispetto all’anno scorso.. è una gara bellissima .. la consiglio a chi ama il podismo-trail .. indimenticabile!

E per completare il we, sabato un bella planatina .. giusto per levare le ragnatele dalla vela!

Come diceva il buon vecchio Skardy .. questa è vita, e non in quella cazzo di televisione!!

Alle prossime!
(Ciao Rosti)

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lunedì 19 maggio 2008 - ore 20:58


Pronti per l’estate?
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Come ogni anno, in vista della prova costume, ma soprattutto della TransCivetta, devo rimettermi in forma.

Da quest’anno la pista di Atletica dell’Arcella è stata ristrutturata .. quindi è il luogo ideale per un proficuo e gratuito allenamento.
Chi si volesse aggregare per sedute di allenamento di un oretta è ben accetto.

In programma corsa di fondo/mezzofondo e ripetute.

Se invece volete pedalare sui colli, consigliatissimo questo sito:
http://www.freeridemtbnordest.com

Coraggio pig-rones

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domenica 4 maggio 2008 - ore 15:04


Giro in bici attorno agli argini ..
(categoria: " Vita Quotidiana ")


.. ovvero una cinquantina di Km in scioltezza .. chi vuol venire?
Piano, uno alla volta

P.s.
Ho tracciato i km sull’argine tra cadoneghe e la certosa di vigodarzere .. chi vuole allenarsi e cronometrarsi si faccia vivo!
Ciao Rosti

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sabato 8 marzo 2008 - ore 14:29


Tornato monogamo...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Il Falco è volato via .. con me si sentiva in gabbia… la usavo 6-7 volte all’anno.
Ulteriori particolari ai prossimi raduni …


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giovedì 28 febbraio 2008 - ore 16:44


Elefantentreffen 2008
(categoria: " Vita Quotidiana ")


IL MIO TREFFEN ovvero .. 3 Modenesi in moto .. per tacer del Clem!!!

Protagonisti:
Gibo (noto avvocato modenese) -> Vespa 200 Rally ‘72
Truk (affermato fotografo modenese) -> Vespa PX 125 ‘83
Pulce (esperto informatico modenese ) -> CB 500 ‘96
Clem (… famigerato nullafacente padovano) -> DR 350 ‘98

23 gennaio 2008 ore 21.15: Mancano poche ore alla partenza…..è un mix di paura e voglia
di partire. Ovviamente non sono riuscito a fare tutte le cose che mi ero prefissato ma
come spesso mi capita, mi lascio cullare dal tempo fino a quando mancano 3 ore… Poi
butto su tutto alla bell’è meglio e parto! D’altronde, l’Elefante è anche improvvisazione… magari non troppa!

24 gennaio 2008 ore 4.40: I modenesi sono già partiti da più di un ora, devo muovermi, ho caricato tutto e il carico mi
sembra sufficientemente stabile. La cassetta della frutta “Natura nostra” con il sottofondo segreto è strepitosa

Nel sottofondo ci ho messo i legnetti per il fuoco, non si sa mai che me li vogliano
rubare! Sono in pieno delirio Elefantesco! :-D
Dentro la cassetta, ci sono la tenda, la pompa a pedale ma soprattutto le ciabatte,
che da sempre sono uno dei miei simboli di viaggio. Ho fatto il pieno con la tanica
metallica che tengo in garage, bardato come sono voglio fermarmi il meno possibile,
adesso posso proprio partire! Tiro l’aria, mi arrampico sulla moto, infilo le mani
nelle moffole e … gn gn gn il motore parte bene, considerando che siamo a -2°C!
Tiro un profondo respiro e caccio la prima. BUON ELEFANTE SANDRO!
Ho messo un po’ troppo olio, sapendo che ne mangia un po’, ma non dovrebbe essere un
problema… dopo 2 km mi fermo per levare l’aria… purtroppo con la copertina montata
l’aria e il rubinetto benzina non si riescono a manovrare in corsa. Riparto un
po’ scocciato dalla prima sosta tecnica, spero sia l’ultima. Fa freschetto ma sono
ben vestito, unici punti in cui sento il freddo sono il viso e un po’ le mani, il
primo perché dalla visiera entra sempre qualche spiffero, e le altre perché ho
scelto dei guanti leggeri per avere più sensibilità di guida. Ad ogni modo, le
moffole fanno il loro sporco lavoro. Anche la copertina funziona, ma avendola provata
senza lo zainone dietro di me, mi era sembrata comoda. Adesso che invece devo
stare seduto con i gioielli sul serbatoio, mi costringe un po’ i movimenti. La cosa più
fastidiosa è che non posso portare il piede in avanti durante le curve, quindi farò
molta fatica a dare la classica ZAMPATA nel caso la moto perdesse aderenza. La SS47
della Valsugana è splendidamente vuota, parto piano per ascoltare come gira il
motore, poi mano a mano che passano i chilometri prendo sicurezza e tengo la media
degli 85-90, il contagiri segna 5000 RPM che è il regime di coppia massima. Tanta resa e
poca spesa, a quel regime in 6° la DERE fa 30 con un litro. Passata Bassano del Grappa
entro nella Valsugana vera e propria, una splendida luna piena esalta le cime imbiancate dalla neve,
CHE SPETTACOLO!
Un brivido mi corre lungo la schiena, è proprio questa la vita che ho sempre desiderato vivere!
La mattina si avvicina ed il traffico si intensifica, approfitto di un camion che tiene la mia
media per mettermi in scia e riscaldarmi un poco. Non sarebbe corretto farlo, sono molto sotto
la distanza di sicurezza, ma con gli occhi sugli stop e le dita sul freno si può fare un’eccezione.
In meno di due ore sono a Trento, mi immetto sulla SS12 del Brennero e mi fermo ad un benzinaio
ad aspettare i modenesi. Scendo dal trespolo motociclistico (che fatica salire e scendere dalla moto carica!)
e vedo sopraggiungere due fari ed un lumino da morto (la vespa di Gibo), SONO LORO!!!
Festeggiamenti ed euforia alle stelle… adesso comincia il mio primo Elefante. Andiamo a colazionare
al primo baretto, la barista orientale ripete ossessivamente “buon ciorno buon ciorno” ad ogni apertura
della porta (anche se girata di spalle). La porta automatica si apre continuamente ad ogni movimento
nel raggio di 3 metri… la barista per non sbagliare “Buon ciorno-Buon ciorno”…. Sono imballato
dal ridere… ma non so se per merito della barista o dell’adrenalina elefantesca. Andiamo per ripartire
ma a Gibo non funziona il freno posteriore… proviamo a tirare il registro ma… niente, non frena.
Per fortuna è giovedì mattina, con l’aiuto delle pagine gialle troviamo a Bolzano un conce Piaggio,
il capo officina prima ci accoglie freddamente, quando gli diciamo che stiamo andando all’Elefante,
si scioglie, ci offre perfino il caffè e sistema la Vespa in quattro e quattr’otto: come il famoso
confetto lassativo… ELEFANTE… basta la parola.
Ripartiamo baldanzosi, il sole ci strizza l’occhiolino e saliamo a cannone verso il Brennero,
c’è un po’ di sale per terra, che ci sia da fidarsi? Un “numero” di Gibo offre la risposta
al quesito quindi rallentiamo e arriviamo al passo del Brennero. Ci sbafiamo un’ottima pizza e
approfittiamo del bagno… vi assicuro che “espletare” quando si è vestiti con quattro strati
è veramente impegnativo. Ripartiamo verso le 2 e mezza, scendiamo dal Brenner Pass, benzina
ad Innsbruck poi ci dirigiamo sulla statale 171 verso Nord lungo la valle dell’Inn. Il sole
l’abbiamo lasciato in Italia, qui il cielo è velato e la temperatura è sempre poco sotto lo zero.
Passato il confine con la Germania, arriviamo a Kiefersfelden, dove ci accoglie l’AGOGNATA
Gasthof Am Rain.. cominciavo infatti ad avere un po’ male al sedere.
Dopo una strepitosa doccia calda scendiamo per cena, al tavolo di fianco 4 arzille vecchiette,
tra una mano e l’altra di un concitato gioco di carte, ci puntano... BUONGUSTAIE! 8-D
Il sonno dei giusti ci prende appena comincia la digestione, niente di strano se consideriamo
che la notte prima abbiamo dormito 2-3 ore, e di un sonno comunque “pronto all’azione”.

25 gennaio 2008: ci svegliamo alla mattina belli carichi per attraversare tutta la Germania da sud verso est.
Che bello viaggiare per statali! Puoi gustarti paesino per paesino… unica contro indicazione gli autovelox.
Infatti Simone, che in quel momento guidava la fila, viene fermato dalla Polizei. 25 € per oltre 20 km
di superamento del limite… sono dei Signori sti Tedeski, in Italia, per la stessa infrazione, ti ciulano almeno 150 €.
Avanti sempre! Poco dopo fermano anche me e Stefano...
Sarà che la Derelitta con la targa posticcia e cassetta della frutta legata col Ragno da un po’ nell’occhio???
Ci chiedono cortesemente i documenti, glieli diamo con la massima serenità, siamo (quasi) in regola,
però il capello lungo di Stefano li insospettisce… gli chiedono “Alchool?” lui ribatte
“Only for camping” poi chiedono ancora “Cocaina cannabis?” noi ci guardiamo con aria da angioletti
e scuotiamo la testa… ad ogni modo danno una sana frugatina alle borse di Stefano e ci lasciano andare.
Ormai Solla è vicina, mi metto a fare strada io, ero così tanto impaziente di venire all’Elefante,
ed ho guardato talmente tante volte la cartina, che ricordo la strada a memoria senza averla mai fatta!
Che soddisfazione essere al primo Elefante e guidare un manipolo di Motociclisti con la M maiuscola.
Sono le 14.00… più ci avviciniamo e più aumentano le “moto” … cavalcature di ogni tipo… tanti sidecar…
finalmente ecco l’ingresso. E’ UN SOGNO CHE SI AVVERA!!!!!!!!!!!!
C’è un bel sole e abbiamo tutto il tempo per montare il campo. All’inizio parcheggio la moto fuori
dalla “Buca”, ma dopo un’oretta, una volta entrati con i bagagli e montato il tutto, non sto nella pelle…
Anche se c’è parecchio fango voglio scendere nella fossa con la Dere! Se lo merita. Due giorni fa,
il 23 gennaio, ha compiuto i suoi primi 10 anni e questa è la sua festa!!!
Tra l’altro anche questo fattore ha influito sulla decisione di partire, volevo festeggiarla DEGNAMENTE!!!
Ma torniamo alla nostra buca .. La discesa è abbastanza agevole,

sbanda un po’ ma si controlla facilmente, per risalire invece il discorso si complica… le gomme, anche se nuove,
non sono per niente adatte e con la moto scarica la ruota posteriore non “prende”. I tedeschi ghignando
urlano “IMMER GAZZZ!!!”, ma tenere spalancato non credo serva ad aumentare il grip per non parlare
dell’appoggio dei piedi a terra… che tra la copertina rompiballe e i miei 170 cm di bassezza mi sembra
di essere il figlio degenere di Carla Fracci. SANDRO FROCCI per l’appunto. Questa tesi è avvalorata dalla
triade di femminielli che in varie occasioni ho attirato durante questo mio primo Elefante.
AAAHHHHHHH!!!!.... il fascino dell’endurista selvaggio!

Dopo aver sudato l’inverosimile, faccio fare un giro anche a Truk che se la cava meglio di me.
Saranno i 10 cm in più di altezza… o più probabilmente i 10 cm in più di manico? Ai poster l’Hard sentenz.
Riponiamo quindi la Dere, ci fumiamo un bel sigaro ristoratore

e andiamo a gustarci tutta la fauna dell’Elefante. E proprio di fauna si tratta se prendiamo
in considerazione l’abbigliamento di tendenza…

pelli di pecora, volpe, capra e chi più ne ha più ne metta… ne vendevano anche a prezzi modici nelle
bancarelle in fondo alla fossa, la tentazione di prenderne una è tanta, la vedrei bene sulla sella della Dere
La WILD WILD DERE

Che però messa al confronto con le altre „moto“ presenti sembra un veicolo per educande.
E’ uno spettacolo unico vedere Sidecar, Trike, residuati bellici e tutti questi improbabili veicoli

E pensare che io e la mia Dere siamo parte di questo raduno mi inorgoglisce non poco.
Scende la sera e lo spettacolo diventa quasi commovente, una valle piena di tende,
ogni tenda un falò, spari di petardi, fuochi d’artificio


Tutto questo alla temperatura di -5°C. uno splendido girone dantesco. Tra una chiacchierata,
una birretta, il sigaro e il favoloso Limoncello di Finale Emilia avanza lentamente il desiderio
di mangiare qualcosa di caldo… al solito baracchino c’è una ressa inverosimile; ma anche far la fila
all’Elefante è diverso .. diventa quindi normale che della gente stranissima ti abbracci e cerchi
di esprimersi in idiomi incomprensibili .. arrivati al banco, gulaschsuppe per tutti, anche perché
non c’è altro.. non che abbia una bellissima cera.. Mi sembra di scorgere tra i pezzettoni
un occhio che mi fissa :-D Via buttiamo giù.. Quel che no sofega, ingrassa!!!
Proseguiamo scorribande e socialità nella fossa, peccato solo non ci sia tanta neve.
Ad ogni modo il fango GHIACCIATO, sebbene sia meno affascinante della candida neve, ne conserva le
caratteristiche di GRIP.. in pratica si fatica anche a camminare (che numeri per risalire dal fondo della fossa!).
Verso l’una, la stanchezza si fa sentire e ci ritiriamo nella tendina, in 4 ci stiamo giusti
e c’è anche un pò di spazio per i vestiti. Avevo portato 2 sacchi a pelo, volevo usarli uno dentro l’altro,
ma la temperatura è “mite” e mi infilo nel mio morbidissimo "zero gradi", che fa onestamente il suo sporco lavoro.
Poi essendo in quattro nell’angusta tendina possiamo disporre del favoloso effetto "Bue-Asinello"!!!
Solo che preso dall’entusiasmo mi addormento senza cappello e scaldacollo. Mi sveglio verso le 4 con fronte,
viso e gola ghiacciati, mi infilo i due preziosi complementi, ne approfitto per risalire un po’ verso monte
(è difficile piantare la tenda in piano sui versanti della fossa!) e riprendo il sonno ristoratore.

26 gennaio 2008: il chiarore che traspare dalla tenda non lascia dubbi… è già mattina. Il momento più brutto
è uscire dal sacco a pelo e vestirsi… una volta usciti dalla tenda, si è pronti all’azione… il tempo
ci viene incontro, non fa per niente freddo (qualche grado sotto zero) e il cielo è appena velato.
Tra un paio d’ore al massimo si apre. In un batter d’occhio ripieghiamo sacchi a pelo, materassini
gonfiabili e tenda, carico la Dere (che bello svegliarsi ed averla di fianco alla tenda) e provo l’avviamento
.. gn gn gn gn gn gn gn gn.. fa un po’ fatica ma al terzo tentativo parte.. 10 anni e non sentirli!
Tra le moto che risalgono c’è chi fatica non poco, tra gli altri un KTM 950 con gommoni tassellati che
non ne vuole sapere di avere grip. Chi invece dimostra assoluta nonchalance, sono gli Hercules,
bizzarri motocicli due tempi, dismessi dall’esercito tedesco, che salgono come camosci.
Viste le difficoltà della sera prima e visto il fondo ghiacciato, sono un po’ preoccupato
ma una robusta spinta del trio Modna, fa vincere l’inerzia e la Dere sale, quasi come un Hercules.

Arrivato su aspetto gli altri che salgono a piedi con i bagagli, ultime chiacchiere elefantesche
con personaggi conosciuti al momento, i ragazzi caricano le Vespe ed il CB e andiamo a fare le foto di rito.
52esimo Elefante… Noi c’eravamo!!!

Ci mettiamo in marcia, ci aspettano 300 km di statali e non vogliamo arrivare ad Innsbruck col buio…
ma dopo neanche 100 mt si rompe il filo del gas della PX di Truk.
Nessun problema, Stefano è molto previdente ed ha il ricambio, ci mettiamo a bordo strada (o meglio a bordo
fossa visto che eravamo ancora davanti alla valle) e sistemiamo tutto in una mezz’oretta.
Mentre la stiamo riparando, passa un tipo con una Vespa “50” che avevamo visto ripetutamente
salire e scendere come un missile nel fango della fossa. Si ferma a chiedere se ci serve una mano...
“grazie amico ormai siamo a buon punto, grazie lo stesso”… diamo un’occhiata alle gomme e scopriamo il segreto
di tanto grip: viti da carradore con dadi del 10 che spuntano dal copertone per un paio di centimetri...
altro che gomme tassellate!!!
Ma anche avendo il grip serve un pò di motore per salire come un razzo…. Impennando per giunta! Scopriamo
che il tipo corre nei trofei monomarca per Vespe e che sotto ha un 130 con una ventina di cavalli abbondanti
NON NE DUBITAVAMO!!!!
“Ciao Ciao alla prossima” e ripartiamo in direzione Passau. E’ una splendida mattina soleggiata,
incrociamo altri elefanti che stanno arrivando, un saluto lungo mezzo chilometro ELEFANTEN PRIDE!!!!
In men che non si dica, siamo a Passau, manco clamorosamente lo svincolo che avevo preso all’andata e ci troviamo
dentro la città lungo il Danubio, dopo un paio di incertezze troviamo la strada giusta in direzione Altötting.
Questa sarà l’unica volta in tutto il viaggio in cui abbiamo sbagliato strada.
E considerando che l’abbiamo fatto tutto per statali, non è cosa da poco! Il merito va ovviamente
ai modenesi che nelle due edizioni precedenti hanno avuto modo di memorizzare il tragitto.
La giornata quasi primaverile ( -2° ) ci fa tenere medie molto buone, a causa dell’estasi elefantesca
e delle smotorate della sera prima, non mi accorgo che la benzina sta finendo… moooo moooo moooooooooo.
Faccio segno ai compari che ho finito la benza, per fortuna che le Vespe, a causa della loro ridotta
autonomia, hanno sempre le tanichette di scorta, in men che non si dica arriva Truk con la Super Miscela al 2%.
Non abbiamo alcun dubbio che la Dere la digerisca benissimo.. tanto è vero che contando i rabbocchi
di olio che faccio (un chilo ogni 1500 km) viene fuori che va proprio al 2% anche la mia.
Infatti riparte senza alcuna esitazione, ci fermiamo al primo distributore e riempiamo tutto il riempibile.
Ne approfittiamo per sgranocchiare qualcosa e già che ci sono, per una SEDUTA liberatoria di mezz’ora.
Contando anche i tempi per svestirsi e rivestirsi.. che quando hai 4 strati di roba non sono trascurabili
Siamo in perfetta tabella di marcia, viaggiamo veloci senza problemi, le bagarre tra Truk e Gibo
animano le lunghe statali, ma almeno non rischiamo un altro velox. Più dei 90 non fanno.
Torniamo a tagliare dentro un po’ di paesini per accorciare la strada ed evitare i camion delle statali
principali, anche perchè i Vespisti per superare i camion fanno dei numeri da autentici funamboli.
Ripassiamo per Kiefersfelden dove avevamo dormito all’andata, e puntiamo Innsbruck.
Arriviamo che stanno scendendo le luci della sera ed il freddo ricomincia a pizzicare.
Pernottiamo dalla famosa “vecchia”, nota per il suo ampio gradimento verso il maschio italiano..
“Ehhh ai tempi in cui c’era LUI sì che c’erano degli UOMINI” :-D
Andiamo a mangiare qualcosa al pub lì vicino, invece del solito gulasch voglio dar fiducia
alla pasta “CARBONNARA” che mi fa l’occhiolino dal listino…. Ma prima chiedo alla cameriera
se è buona… ovviamente la KruKKa annuisce così dopo una leggera titubanza la guardo con aria
sprezzante del pericolo e le dico “OK.. A SKIP IN THE DARK!" 8-D
La pasta invece è buona, tanto che una volta assaggiata la prende anche Gibo, aveva ragione la biondina 8-p
Intanto le chiacchiere pecorecce riguardanti la tavolata di CAVALLE STRIACHE di fianco a noi si sprecano..
loro ogni tanto si girano e ci guardano.. anche se non c’è più LUI, il bel maschio italiano continua a colpire.
Prima di raccordarci con le braccia di Morfeo, un bel partitone a PIGUGNO, famoso gioco di carte diffuso
non tanto tra le Alpi e le Piramidi né tra il Manzanarre e il Reno ma bensì tra Modena e Spilamberto :-D

27 gennaio 2008: dopo l’ultima delle ricche colazioni teutoniche ci aspetta un tranquillo
rientro in Italia con sole splendente e temperatura inconsueta (a Bolzano a mezzogiorno leggiamo +19°),
unica nota di disturbo un forte vento a raffiche che fa sbandare vistosamente i vespisti
(avete voluto il parabrezza??? Ora remate!!!!) ma a giudicare dalla padronanza di Truk e Gibo,
si direbbe che abbiano recentemente frequentato un corso di Kite-Surf. Con ottimo profitto peraltro.
Ci fermiamo poco a sud di Bolzano e mangiamo un’ottima pizza, contrariamente alla prima impressione
che la Pizzeria ci aveva dato.. le cameriere sono bonazze e il pizzaiolo orientale mi chiede dove
siamo stati: La parola "Elefante" ancora una volta fa effetto. Mi fa i complimenti, dice che è
appassionato di moto e vuole andarci anche lui! Volere è potere! Prima o poi ci andrai anche tu vecchio mio!
All’uscita dalla pizzeria una simpatica sfilata di carri mascherati ci sbarra la strada,
poco male, una deviazione in mezzo a sterminate coltivazioni di mele ci porta a valle
della sfilata e ci ri-immettiamo sulla SS12 del Brennero. Alle porte di Trento, poco prima che le nostre
strade si dividano, tappa dalla cameriera "Buonciorno-Buonciorno" per caffettino e bilancio del raid.
Semplicemente SPETTACOLARE, per il meteo, per la compagnia e per l’atmosfera del raduno.
Si pensa anche ad altri possibili raid .. Pinguinos in Spagna? Altes Elefantentreffen
al Nurburgring? Vedremo. A me piacerebbe comunque rifare l’Elefante, non ci sono
stati abbastanza neve e freddo per apprezzarlo fino in fondo!!!
Per ora ci salutiamo entusiasti .. Truk esprime benissimo tutta la nostra soddisfazione
“.. A SAM STE’ PO’ FORT.. C’A TAL DEGH ME’..” il dialetto modenese mi fa crepare dal ridere..
mi dirigo così verso casa lungo la Valsugana con quel classico sorrisino ebete stampato
che è un misto di orgoglio e compiacimento. La gente lì fuori non lo sa, ma io sto per
concludere il mio primo Elefante… un sogno che era fermo nel cassetto da 8 anni
si è materializzato… ed è SUINAMENTE BELLO!!!!!

Arrivederci all’ ELEFANTENTREFFEN 2009.. ma nel frattempo… buona strada a tutti.

vv

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domenica 28 ottobre 2007 - ore 20:21


APRILIA MANA 850
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Oggi alla Birreria Pedavena facevano provare le nuove Mana ed essendo in contatto col Motoclub POMPONE non mi sono lasciato sfuggire l’occasione.

Allora ci sarebbe da scrivere tanto .. vediamo di sintetizzare un pò:

Giudizio complessivo: Positivo
Me la comprerei: Per come guido io, forse no
Adatta ai neofiti: Si, però secondo me è un pò diseducativa .. sicuramente più adatta ad un motociclista che vuole prendersi una moto più tranquilla .. che può quindi scegliere se usarla come uno scooter o come una moto. Voglio dire che secondo me è meglio prima imparare come si guida una moto con cambio convenzionale e poi andare su un prodotto come questo.

Allora l’ho provata sulla Pedavena-Croce d’Aune ... prima però di spiegarvi le impressioni devo spiegarvi come funziona:

Intanto non c’è la leva della frizione.

Ci sono 2 modalità principali con cui si può condurre:

SPORT GEAR: Cambio sequenziale a 7 rapporti azionabile indifferentemente dal manubrio (pulsanti + o - azionabili con la manA sinistra) e dalla solita pedalina col piede sx .. da notare che quest’ultimo è un contatto elettrico che si va ad azionare, quindi è veramente morbidissimo.

DRIVE: La moto cambia automaticamente le "marce" ma senza sentire il passaggio da una marcia all’altra. In quest’ultima modalità si possono scegliere 3 "mappature", che non riguardano solo l’iniezione ma anche la modulazione del "cambio semi-automatico":
- Touring (la modalità che si dovrebbe usare più spesso)
- Sport (Modalità adatta per esempio alla guida in montagna, usa generalmente "marce" più corte ed ha maggior freno motore)
- Rain (adatta ai fondi viscidi e alle basse temperature .. per farvi degli esempi ha meno freno motore e fa partire la moto in seconda).

Nell’ampio display si può vedere sempre in che modalità è il "cambio" e in che marcia si è in quel momento (nella modalità SPORT GEAR).

Una delle prime cose che si avverte, soprattutto nelle tre modalità DRIVE semi-automatiche è una certa carenza di freno motore.
Per rimediare a questo fastidio, Aprilia ha pensato di dare la possibilità al pilota di poter comandare la scalata delle marce (ma non di mettere una marcia in più) proprio per minimizzare questo effetto. Per fare un’ipotesi, se la centralina sta andando in quarta io posso comandargli di mettere una o due marce in meno. E’ però chiaro che se sono ai 200 all’ora (sulla memoria del tachimetro ho visto un 214Kmh) e comando di scalare 2 marce, la centralina ignora pacificamente il mio comando. Inoltre, quando si và in DRIVE, l’indicatore delle marce appare solo quando si da l’impulso di scalata.

Sempre riguardo al freno motore, devo però ammettere che è comunque un pelino blando .. anche scalando in prima, non è come una prima di un cambio meccanico ma è sempre parecchio più lunga. Ma forse è l’effetto della centralina che si accorge che la scalata è troppo estrema e modula dolcemente il cambio di rapporto (anche se sul display segna da subito 1).

Ecco .. è un cambio "intelligente", non ti consente di fare ciò che vuoi tu ma filtra le cose che vuoi fare e le fa solo se vanno bene anche a lui.

Sotto i 30Kmh la moto va in folle ed è per questo motivo che la moto è dotata di un freno di stazionamento a cavo (un freno a mano situato a sx sotto al "serbatoio") che và ad agire su una pinza meccanica supplementare sul disco posteriore.

Già immagino i virtuosi che riusciranno a fare dei voluttuosi testa-coda azionando quella leva (reminiscenze sardomobilistiche).

Per evitare che nei tornanti lenti la moto vada in folle, dando quella sgradevole sensazione di assenza di tiro, Aprilia consiglia di tenere un filo di gas e di contrastarlo col freno posteriore.

Già che parliamo di freni devo riportare una sensazione di scarsa modulabilità del comando delle 2 pinze radiali a 4 pistoncini anteriori, che pur non essendo marchiate Brembo (neanche quelle della Shiver sono Brembo, nella prova precedente ho preso un granchio) frenano forte, forse anche troppo .. ma anche qui potrebbe essere una sensazione dovuta allo scarso freno motore, che quindi induce a pinzare di più.

Sono comunque convinto che usandola un pò più a lungo ci si abitui e si notino meno queste caratteristiche.

Detto questo, la moto, perchè secondo me di MOTO si tratta, è gradevole da guidare, soprattutto in modalità SPORT GEAR, è molto maneggevole, pur non essendo leggerissima (220 Kg), grazie anche al serbatoio sotto la sella che accentra le masse. Il mono è montato lateralmente come sulla SHIVER e sulla ER6N.

Al posto del normale serbatoio c’è un comodissimo vano portacasco dotato di luce di cortesia e di presa-accendisigari 12V.

Oltre alla maneggevolezza, la posizione di guida mi è sembrata piuttosto comoda anche se un pò esposta all’aria, ma c’è già un parabrezza/cupolino per accontentare i mototuristi a lungo raggio.

Concludendo (per fortuna che dovevo essere breve) direi che Aprilia ha avuto il coraggio di proporre una moto innovativa, con buone qualità dinamiche, che potrebbe far felice un’ampia fascia di motociclisti tranquilli che però ogni tanto vogliono togliersi qualche prurito.

E vi assicuro che dando gas ci si possono levare parecchi pruriti, in quanto il motore è generoso e la ciclistica mi è parsa sincera.

Quindi, augurando alla casa di Noale un meritato successo commerciale, vi dico .. ’ACCATTATIVILLA .. (io però nel frattempo mi tengo le mie 2 bestioline)

A la prochaine


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sabato 27 ottobre 2007 - ore 21:43


Noalista!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Mercoledì scorso sono andato a visitare gli stabilimenti Aprilia di Noale e Scorzè, ed ho visto anche la linea di produzione che ha montato la mia Falco.

Entusiasmante vedere poi il reparto corse, stavano preparando le moto di Pesek e De Bon per Valencia.

Per citare 2 dati:

le Aprilia 125cc Campioni del mondo pesano circa 75Kg (però le moto dei piloti più leggeri vengono zavorrate), hanno circa 52 CV alla ruota (girano sopra i 17.000 giri) e volendole comprare costano circa 50-60.000 Euro (questa cifra non è delle moto dei team ufficiali, il prezzo è per un privato che vuole correre per conto suo)

le Aprilia 250cc Campioni del mondo pesano circa 90Kg, hanno circa 105 CV alla ruota e volendole comprare costano circa 80-90.000 Euro (sempre per i privati).

Per le MOTOGP invece, essendo pezzi praticamente unici non è facile stimarne un prezzo .. penso cmq diversi milioni di Euro.

Durante la gita abbiamo anche conosciuto un mito della storia delle moto italiane .. ovvero l’omone col gilet grigio sotto la scritta APRILIA .. chi sarà mai?

Aiutino .. è argentino, anche se vive in Italia da quasi vent’anni.

http://mio.discoremoto.alice.it/clemgfa/Aprilia.jpg

(copiate e incollate sulla barra degli indirizzi del browser)

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martedì 2 ottobre 2007 - ore 18:34


Reportino Carnico
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ed eccoci al reportino del giro Carnico:

Allora ci troviamo sabato mattina alle 8.45 a PD Ovest, così faccio conoscenza con la KaccaTieMme di Sbanzo.

Bella non c’è che dire, però più fredda della Bagheera .. l’altra era più estro, questa è più razionalità.

Và ben, partiamo in Valsugana ed al semaforo di San Giorgio in Bosco mi distraggo un’attimo (maledette locandine dei giornali lungo le strade) e per poco non finisco dentro alla sardomobile che aveva inchiodato davanti a me.

Mai paura, continuiamo in direzione Bassano e Stefano mi fà notare il cassone che potenzialmente contiene il velox .. nel dubbio è meglio andare piano .. ma che due maroni ste foto ricordo!!!

Il ritrovo con i modenesi, Silvia da La Spezia ed Alex da Vicenza è alla birreria Trenti, io la cicco clamorosamente (sebbene abbia un’insegna enorme) ma poi chiedendo la trovo.

Purtroppo il tempo promette e mantiene ACQUA, quindi i tempi si dilatano e partiamo già in ritardo per andare a raccogliere il secondo gruppo.

Arrivati a Primolano, raccogliamo trentini e lumbard e con la nostra quindicina di moto occupiamo letteralmente la piccola piazza del paese (le vecchiette si affacciano credendo sia uno stormo di F104) e dopo una colazione veloce decidiamo il da farsi .. sopra i 1000 mt. ci sono solo nuvole, quindi pioggia e foschia, quindi rinunciamo ai primi 4 passi della mattina (cereda-aurine-duran-cibiana) e ci portiamo velocemente verso Auronzo di Cadore, dove raccoglieremo la comitiva furlana.

Raccolti Triestini e Goriziani, facciamo tappa in pizzeria (anche per scaldarci .. faceva un bel freschetto!!) e via con la chiacchera multidialettale. Da segnalare la cameriera sarda .. un notevole esempio di bellezza mediterranea

Dopo pranzo, il cielo sembra aprirsi, allora propongo il primo vero passo della giornata, passo sant’antonio a circa 1500mt. il fondo è bagnato e non ci fidiamo ad aprire, però almeno facciamo 2 pieghine.

Di sopra ha nevicato nei giorni precedenti e nell’attesa degli ultimi qualcuno ne approfitta per tirare le prime palle di neve della stagione.

Si riparte attraverso il Comelico, peccato per le nuvole basse che coprono lo spettacolo di cime che circonda questa valle.

Passiamo per Sappada (sempre stupenda!) e scolliniamo il passo che porta in Friuli, qui la strada è gia più asciutta e facciamo le prime pieghe degne di questo nome.

Arriviamo ad Ovaro, benzina per tutti e nel frattempo il tempo si è proprio aperto.

Mi piacerebbe fare lo Zoncolan, ma vedo un pò di facce stanche ed ormai comincia ad essere tardi, nelle valli fà buio presto.

Allora ci dirigiamo verso il rifugio ed io mi diverto moltissimo a salire sul passo pura, Stefano con la sua mi passa e io lo lascio andare .. la stradina è troppo adatta ad una SM per provare ad ingarellarsi.

Arriviamo su che c’è ancora un barlume di luce .. dai ragazzi chi ha voglia scenda con me dall’altro versante .. c’è da vedere il lago di Sauris.

Bella la stradina anche a scendere, ma come per la precedente, poco adatta ad un millone coi semimanubri. Tanto io mi diverto lo stesso!!!

Arrivati al lago foto di rito e occhiata sull’orrido oltre la diga, in un quarto d’ora che siamo li non passa nessuna macchina, sembra di essere in un posto di cui possiamo disporre solo noi

Torniamo su per la stradina tornantosa, ormai nel bosco è buio pesto.

In uscita da un tornante una manata di gaz troppo decisa mi regala una simpatica penna .. troppo scalpitanti questi cavalli .. meglio salire con tutte 2 le ruote che è meglio

Arriviamo su, una bella doccia calda ed il caminetto con un SOCO enorme ci riscaldano per bene .. poi dopo l’ottima cena, la Grappa della casa fà il resto

Cominciamo a fare un TOT di versi come se fossimo in gita scolastica .. (età media 40 anni ndr) .. i video pecorecci si sprecano :-D

Come direbbe Elio ".. giunto al termine del giorno cerco tra le coltri un poco di speranza, peto in abbondanza, non ho più sgomento, lieto mi addormento ebbro dei miei gazzzzz .." .. povero Gibo gli sono saliti degli spifferi niente male

Alla mattina ci svegliamo di buon’ora, ricca colazione montana e poi andiamo a scaldare le moto, completamente coperte dalla rugiada del mattino. Scherzetti tipici delle giornate con sensibili escursioni termiche.

La giornata è stupenda, si vedono intorno a noi varie cime innevate, un bel sole comincia ad asciugare le strade umide, ma è meglio non andare a cannone. Soprattutto con una stradale da 10Kgm di coppia.

Io vorrei portarli sullo Zoncolan, ma più di qualcuno deve rientrare prestino e i Km da fare sono parecchi, soprattutto per chi viene da Modena, Milano e La Spezia.

Optiamo quindi per un rientro rapido, cercando però di seguire il programma previsto.

Scendiamo quindi dalla stradina per cui eravamo saliti la sera prima (quanto mi piacciono queste stradine!!!) e ci raccordiamo con la SS52 Carnica.

Il gruppone scende verso Tolmezzo (ci aspetta un’asfalto molto gripposo) mentre Silvia preferisce salire verso il Passo Mauria allo scopo di tornare in Liguria prima che faccia buio.

Da Ampezzo a Villa Santina i Km scorrono veloci, dapprima con curvoni ampi e puliti ed infine con noiosi rettilinei .. ormai siamo quasi arrivati in pianura .. urge quindi suonare la sveglia al gruppo:

SIGNORIIIII .. BENVENUTI NELLA PISTA VERZEGNIS-SELLA CHIANZUTAN!!!

Appena passiamo sulla linea di partenza dell’omonima corsa in salita, comincio a dare delle buone manate di gaz, seguite da altrettanto pastose staccate, l’asfalto è stupendo ed è un piacere sentire che la moto è su un binario, anche se stai guardando il mondo da un punto di vista piuttosto angolato (40-45 gradi).

Del gruppone solo Sbanzo riesce a starmi dietro, ma evitiamo l’ingarellamento, qualche chiazza umida invita a non fare troppe staccate al limite.

Arrivati al passo pausa per godere dei riccioli sulle gomme, le mie DUNLOP D208RR lavorano a meraviglia e la gommina che si stacca dall’estremità sx della gomma indica che tanto più in là non posso andare


Dopo gli immancabili commenti sulle sverniciate date o prese in salita scendiamo trotterellando lungo la val d’Arzino, visto che è prestino cerco di essere fedele al giro previsto e mi dirigo verso una stradina stretta ma molto caratteristica che attraversa dei boschi senza tempo.

Non tutti però gradiscono le foglie umide sul fondo della stradina e a causa di andature molto differenti, finiamo col perdere un pezzo del gruppo. Lascio gli altri a Sequals ed torno indietro per cercarli (non sono raggiungibili al telefono e temo il peggio a causa del fondo viscido) ma nel frattempo mi arriva un loro msg che hanno sbagliato strada e che ora si dirigeranno verso il lago di Barcis, dove ci sarà la sosta cul-in-aria.

Perfetto, sento per telefono il resto del gruppone e spedisco anche loro verso Barcis, io sono mezz’ora più indietro e li raggiungerò direttamente al ristorante sul lago.


Spero solo che non ci siano state quelle simpatiche macchine fotografiche lungo la strada che porta a Barcis, visto che li ho quasi raggiunti, arrivando al ristorante appena qualche minuto dopo di loro

Un ottimo panino ed una birra con vista sul lago mi fanno tornare di buonumore l’umore adatto per gustarsi la val Cellina con i suoi splendidi colori fino alla famosa diga del Vajont.

Oltrepassata la diga e i relativi turisti, gli ultimi tornanti (veramente orgasmici) di questo Raduno Carnico vengono rovinati da una gara ciclistica concomitante che ci costringe a procedere con cautela. Pazienza, avremo uno stimolo in più per rifare il giro. (già fissato le date, dal 31 maggio al 2 giugno .. stavolta con puntatina in Austria)

Da Longarone in poi, il rientro è una triste compilation di statali, per risparmiare un pò di sardostrada a modenesi e milanesi. Li accompagno per Belluno, Feltre, poi lungo la Valsugana fino a Bassano dove li saluto e consiglio loro di entrare in autostrada a Dueville (si sono risparmiati così oltre 120 Km di spiattellamento di gomma).

Comincio a scorgere sulla mia destra le luci del tramonto .. non mi resta che rientrare verso Padova con la testa piena di ricordi ed emozioni .. anche in questi 2 giorni la Falco mi ha regalato grandi soddisfazioni .. si merita proprio una bella ingrassata alla catena.

Alla prossima

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lunedì 24 settembre 2007 - ore 23:54


Stelvio e Umbrail ...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


.. però fatti con la mia fida Decathlon RockRider 8.1 con pneumatici 700x23.

Chiaramente lo Stelvio fatto da Prato allo Stelvio (il versante più duro), partenza da 900 mt. slm per arrivare a 2758, passo più alto d’italia, terzo d’europa.

Sono salito in 2h e 40’, senza infamia e senza lode, fermandomi anche a fare un pò di foto.

Poi giù in picchiata verso il versante svizzero (max speed 72.5 kmh), per fortuna i freni a dischi fanno il loro sporco mestiere .. bello entrare in curva in stoppie.

Poi rientro verso Glorenza, Lasa, Naturno, Merano.

Tappone complessivo di oltre 110 km.

Questa è VITA!!!

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domenica 29 luglio 2007 - ore 22:34


Giretto con la Falco, ovvero: Oggi il meteo sembrava un pò incerto ma ...
(categoria: " Viaggi ")


.. come si suol dire "Audentes fortuna iuvant" .. quando sono partito da PD alle 8.40 piovigginava, ma si vedeva chiaramente che sopra Treviso/Pordenone c’erano degli ampi squarci di sereno.

Arrivato a TV, clima asciutto, un pò velato, aspetto il quarto d’ora nel caso qualcuno ci abbia ripensato, mando un messaggio ad Alberto e non avendo risposta prendo la Pontebbana e m dirigo verso il sereno.

Arrivo a Vittorio veneto, prima di salire sul cansiglio dò un’occhiata al telefono e vedo che il buon furetto mi ha cercato (meglio i cardi che il mais). Peccato si sia svegliato da poco, allora lo faccio venire verso Aviano, così faccio in tempo a salire sul Cansiglio, ridiscendere verso Sacile ed aspettarlo per riprendere il giro assieme.

Intanto mi mangio un gelato, chiacchero con alcuni motociclisti (uno di questi guidava uno Yama GTS 1000 .. chi se lo ricorda??) e dopo un paio di tentativi andati a vuoto io e Alberto riusciamo a trovarci.

Perfetto, saliamo verso Piancavallo, per la strada dove fanno anche il rally, e quindi scendiamo verso Barcis .. la strada sarebbe favolosa se non fosse per le buche e un pò di brecciolino, soprattutto nella parte alta dopo il passo.

Tappa panino a Barcis, sul ristorante con vista sul lago (prezzi bassissimi considerata l’alta stagione), gradevole chiaccherata con intervento di una nonna di passaggio che ci raccomanda di andare piano che la moto è pericolosa (sgrattugiatina alle uova!!).

A quel punto Alberto preferisce rientrare attraverso la val cellina e quindi Longarone perchè i punti gli danno ancora fastidio, io che invece devo organizzare un raduno in Carnia per l’ultimo uic-end di settembre, mi metto a macinare strade sconosciute:

Barcis-Montereale Valcellina-Maniago-Poffabro-Navarons(che pollo potevo tagliare per la forcella di Pala Barzana .. vabbè la prossima volta non ci casco!) poi Tramonti di sopra-Forcola di Monte Rest(bellissima solo un pò stretta come strada, se l’avessi fatto col DR l’avrei apprezzata ancor di più) e così arrivo ad Ampezzo .. il cielo si scurisce un pò mentre imbocco la statale 52 Carnica che mi porta, attraverso il Passo Mauria in Cadore.

In Friuli il tempo tiene, ma vedo già che oltre il passo è acqua.

Mai paura, si và più pianino .. poi dal passo vedo che a Sud è praticamente sereno, allora una volta scesa a Lorenzago (bandierine vaticane dappertutto), vedo di sgommare fuori dal Cadore, in corrispondenza del quale c’è la più classica delle nuvole fantozziane.

Dopo 20-30 km di coda degli ex-vacanzieri (impazzire di automobile) e una ventina di minuti di acqua (anche fissa) esco dalla galleria che porta a Longarone e mi rendo conto che il maltempo è ... acqua passata .. dopo 5 Km sono già asciutto e rinfrancato, tant’è che mi sembra brutto tornare subito a casa .. allora dentro per la val Zoldana e superato forno di zoldo giro a sx per il favoloso Passo Duran .. sempre spettacolare, sia come strada che come paesaggio, passo di fianco al civetta, tra le vacche al pascolo e mi molla giù ad Agordo.

Comincio ad essere un pò stanco, mi dirigo quindi verso casa per le mie solite statali: l’agordina, la sinistra/destra piave, ed infine la vecchia statale del santo.

Ore 20.30, il contachilometri segna 510 Km, .. ne tanti ne pochi .. di cui si e no una trentina bagnati, senza patire mai il caldo.

Per la serie chi non risica .. poi magari rosica!!

Alla prossima ragazzi


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