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ORA VORREI TANTO...

"E’ di desideri folli il mio sentimento e lo sento unico in me.D’altronde i passi della vita sono piacevoli solo quando sanno di passione rara."

STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) vedere il mondo che si muove mentre tu stai fermo ad aspettare qualcosa che non arriverà mai
2) L'indifferenza di chi ti ha spezzato nil cuore
3) essere in crisi perchè si affronta una vita nuova...diversa..lontana in tutto e per tutto (intutti i sensi)dalla vita sin'ora vissuta....e perchè crollano certezze come birilli....

















4) non capire quale sentimento prevale tra la gioia della vita parallela e la lacerante mancanza di casa..
la mancanza di chi ti capisce al volo....
la voglia di condividere momenti magici e l'invidia per le esperienze fatte dagli amici senza di me..

5) chi viola i tuoi pensieri piu intimi solo per un suo stupido gioco personale!
6) quando fai di tutto per salvare un rapporto...ma non trovi la collaborazione adatta,perche lui ha deciso di non voler aggiustare niente...
7) Dover fare migliaia di cose, e non aver voglia di far nulla rimanere davanti al pc a cercare risposte che non avro' mai...

MERAVIGLIE


1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama
3) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
4) il sesso
5) Accorgersi che tutto quello che disidero è qui accanto a me...
6) Sentire il sole su viso nei giorni d' inverno
7) Non dover perdere le cose per capire quanto contano per noi.





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lunedì 9 ottobre 2006 - ore 18:10


Generation....
(categoria: " Riflessioni ")


Oggi ho visto che in TV iniziano a ritrasmettere "Georgie"....
Voglio dire... GEORGIE!!!!!
Trasmettevano quel cartone quando avevo sette anni o poco più!!!???!!



Questo e un discorso fatto una sera della scorsa settimana con un gruppo di amici (della serie: "quand’ero piccolo guardavo quel cartone... ve lo ricordate?... come faceva la sigla?... " e giù a cantare come dei ragazzini [età media ben oltre il ventennio...]), mi hanno fatto pensare ai tempi andati, al fatto che ormai sono (siamo?) abbastanza "vecchi" per avere un passato ma non a sufficienza per essere presi sul serio...
Che per un coetaneo che fa l’idiota o un imbecille che combina qualche casino, si sputtana tutta una generazione...
Non lo so, conosco tante persone che sulla carta d’identità dovrebbero avere scritto "età variabile dai 4 ai 30 anni, a seconda dei comodi" però non è neanche vero che sono, siamo tutti così...
E allora voglio dedicare una pagina del mio spazio ad una bellissima mail che mi è arrivata qualche tempo fa e che forse molti di voi conoscono già...
Come recitava la premessa:
"Lo scopo di questa missiva é quello di rendere giustizia a una generazione,
quella di noi nati agli inizi degli anni ’80 (anno più, anno meno),
quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto,
e che pagheranno la propria fino ai 50 anni..."
Non sarà fare giustizia, ma dedicare si....
Eccola.

"Lo scopo di questa missiva é quello di rendere giustizia a una generazione,
quella di noi nati agli inizi degli anni ’80 (anno più, anno meno),
quelli che vedono la casa acquistata
allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto,
e che pagheranno la propria fino ai 50 anni.
Noi non abbiamo fatto la Guerra ,
né abbiamo visto lo sbarco sulla luna,
non abbiamo vissuto gli anni di piombo,
né abbiamo votato il referendum per l’aborto
e la nostra memoria storica
comincia coi Mondiali di Italia ’90.
Per non aver vissuto direttamente il ’68
ci dicono che non abbiamo ideali,
mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono
e più di quanto sapranno mai
i nostri fratelli minori e discendenti.

Babbo Natale non sempre ci portava
ciò che chiedevamo,
però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora,
che abbiamo avuto tutto,
nonostante quelli che sono venuti
dopo di noi sì che hanno avuto
tutto, e nessuno glielo dice.

Siamo l’ultima generazione
che ha imparato a giocare con le biglie,
a saltare la corda, a giocare a lupo,
a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo
i primi ad aver giocato coi videogiochi,
ad essere andati ai parchi di divertimento
o aver visto i cartoni animati a colori.

Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta,
a zampa di elefante e con la cucitura storta;
la nostra prima tuta
è stata blu con bande bianche sulle maniche
e le nostre prime scarpe
da ginnastica di marca
le abbiamo avute dopo i 10 anni.

Andavamo a scuola quando il 1 novembre
era il giorno dei Santi e non Halloween,
quando ancora si veniva bocciati,
siamo stai gli ultimi a fare la Maturità
e i pionieri del 3+2...

Siamo stati etichettati come Generazione X
e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri
e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills
(ti piacquero allora,
vai a rivederli adesso, vedrai che delusione).
Abbiamo pianto per Candy-Candy,
ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie,
abbiamo riso con Spank,
ballato con Heather Parisi,
cantato con Cristina D’Avena
e imparato la mitologia greca con Pollon.
Siamo una generazione
che ha visto Maradona
fare campagne contro la droga.

Siamo i primi ad essere entrati nel mondo
del lavoro come Co.Co.Co.
e quelli per cui non gli costa niente licenziarci.
Ci ricordano sempre
fatti accaduti prima che nascessimo,
come se non avessimo
vissuto nessun avvenimento storico.
Abbiamo imparato che cos’è il terrorismo,
abbiamo visto cadere il muro di Berlino,
e Clinton avere relazioni improprie
con la segretaria nella Stanza Ovale;
siamo state le più giovani vittime di Cernobyl;
quelli della nostra generazione l’hanno fatta la guerra
(Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.);
abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall’Italia,
senza sapere molto bene cosa significasse,
per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.

Abbiamo imparato a programmare un
videoregistratore prima di chiunque altro,
abbiamo giocato a Pac-Man,
odiamo Bill Gates e credevamo che
internet sarebbe stato un mondo libero.

Siamo la generazione di Bim Bum Bam,
di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco
e del Drive-in.
Siamo la generazione che andò al cinema
a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill.
Quelli cresciuti
ascoltando gli Europe e Nik Kamen,
e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono.
Ci siamo emozionati con Superman,
ET o Alla Ricerca dell’Arca Perduta.

Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble,
ma neanche le Hubba
Bubba erano male;
al supermercato le cassiere ci
davano le caramelline di zucchero come resto.
Siamo la generazione di Crystal
Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare..."),
delle sorprese del Mulino
Bianco, dei mattoncini Lego a forma di
mattoncino, dei Puffi, i
Volutrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì
Ayuara, l’Incredibile
Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù,
Creamy, Kiss Me
Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le
Micro-Machine, Big Jim e la casa
di Barbie di cartone ma con l’ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e
Shiro alla fine vanno
insieme.

La generazione che non ricorda l’Italia Mondiale
’82, e che ci viene
un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere
che l’Italia di
quest’anno è la favorita...(beh, stavolta è andata bene!!!!)

L’ultima generazione a vedere il proprio padre
caricare il
portapacchi della macchina all’inverosimile per
andare in vacanza 15
giorni.
L’ultima generazione degli spinelli...

Guardandoci indietro è difficile credere che
siamo ancora vivi:
viaggiavamo in macchina senza cinture, senza
seggiolini speciali e
senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non
soffrivamo di
sindrome da classe turista. Non avevamo porte con
protezioni, armadi o
flaconi di medicinali con chiusure a prova di
bambino. Andavamo in
bicicletta senza casco né protezioni per le
ginocchia o i gomiti. Le
altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il
gioco delle
penitenze era bestiale.

Non c’erano i cellulari. Andavamo a scuola
carichi di libri e
quaderni, tutti infilati in una cartella che
raramente aveva gli
spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!

Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo
obesi. Al limite
uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa
bottiglia per bere
e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo
solo i pidocchi a
scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo
lavandoci la testa con
l’aceto.

Non avevamo Playstation, Nintendo 64,
videogiochi, 99 canali
televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e
Internet, però ce
la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci
per terra tirando su
di tutto; bevevamo l’acqua direttamente dalle
fontane dei parchi,
acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani!
E le ragazze si
intortavano inseguendole per toccar loro il
sedere e giocando al
gioco della bottiglia o a quello della verità,
non in una chat
dicendo

Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e
responsabilità e
abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.

Tu sei uno di nostri? Congratulazioni!

A tutti coloro che hanno avuto la fortuna di
crescere come bambini."


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